14 dicembre 2009 —
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sezione: Pordenone
di LICIO DAMIANI Incontro con Mimmo Franzinelli, domani alle 18, alla libreria Feltrinelli di Udine. Lo studioso del fascismo presenterà, nel 90 anniversario dello storico evento,
Fiume. Lultima impresa di dAnnunzio (Mondadori, 237 pagine 23,00 euro), libro, splendidamente illustrato con immagini rare, di cui è autore con Paolo Cavassini. Interverranno Umberto Sereni e Paolo Ferrari, docenti di storia contemporanea allateneo di Udine. «Eravamo nella Città di vita; eravamo nella Città di luce», scriveva Gabriele dAnnunzio, ad avventura conclusa, in una lettera del 1922 ad Alceste De Ambris, sindacalista rivoluzionario, capo gabinetto del Comandante durante la Reggenza del Carnaro e pioniere di assetti sociali avanzatissimi con la Carta costituzionale del Libero Stato di Fiume.
Per il novantesimo anniversario dellavventura dannunziana è stato pubblicato da Mondadori il fotolibro
Fiume. Lultima impresa di dAnnunzio, opera degli storici Mimmo Franzinelli e Paolo Cavassini. Brevi saggi, articolati per tema, introducono le oltre trecento immagini. È come la proiezione di un documentario cinematografico ancora vibrante dellaura depoca.
La prima sequenza è dedicata al poeta-soldato nei luoghi della Grande Guerra, per le cui imprese venne decorato a Trieste, dal duca Filiberto di Savoia-Aosta, con medaglia doro. Sinizia così il suo apporto alle mobilitazioni nazionaliste orientate a risarcire lItalia della cosiddetta vittoria mutilata. In simultanea si dispiegano le immagini delle manifestazioni messe in atto dalla stragrande maggioranza dei fiumani (l85 per cento dei residenti dalla nascita è di nazionalità italiana) per lannessione alla madrepatria. La folla trabocca nel centro cittadino, mentre le prime navi italiane, il 3 novembre 1918, attraccano accolte dallesultanza popolare. Sfilano, nel maggio 1919, i reparti dei Granatieri di Sardegna, il cui compito era di prevenire il rafforzamento della guarnigione serbo-croata e del corpo di spedizione francese, apertamente filo-jugoslavo. Lallontanamento dei granatieri dalla città suscita lappello a dAnnunzio, che attende gli eventi a Venezia, di capeggiare la riscossa. Allalba del 12 settembre i granatieri ribelli e i volontari del battaglione fiumano, preceduti dalla
Fiat T4 con a bordo il Vate, muovono da Ronchi verso la città del Carnaro, raccogliendo durante il tragitto disertori del Regio Esercito, giovani entusiasti, arditi. Alle 18, dal balcone del Palazzo del Governatore, dAnnunzio acclamato dalla folla proclama lannessione di Fiume allItalia. Le fotografie resituiscono le cronache dellavventura. Un ruolo di punta assume la Filibusta futurista, guidata da Marinetti e composta, fra gli altri, da Mario Carli, dai giuliani Mino Somenzi e Sofronio Pocarini, da Guido Keller, precursore
hippy, esibizionista dionisiaco, nudista. I giornali
La testa di Ferro e
Yoga applicano alla battaglia mediatica i canoni grafico-stilistici del futurismo. Intellettuali catalani, maltesi, fiamminghi, americani, giapponesi, rappresentanti arabi e della Bessarabia sono richiamati dallesperimento dannunziano. Contatti vengono avviati con il ministro degli esteri sovietico. Secondo Antonio Gramsci, Fiume dà «forma politica a uno stato di coscienza diffuso e profondo».
Solidarizza con i legionari Guglielmo Marconi, fotografato insieme con dAnnunzio e con una schiera di arditi. Arturo Toscanini dirige un concerto dellOrchestra della Scala e partecipa a unindiavolata
performance futurista. Amico di Keller è il giovanissimo Giovanni Comisso, che ricordò lesperienza fiumana nel romanzo desordio
Il porto dellamore e in altri scritti: «Mi sentivo senza superiori, in una città comandata da un poeta». Una città nella quale «si fa senza alcun ritegno tutto ciò che si vuole, le forme di vita più basse e più elevate salternano non altrimenti che la luce e le tenebre». Consenso entusiasta viene dal mondo femminile. Donne della borghesia e popolane divengono madrine del gagliardetto, crocerossine, insegnanti dei legionari. Anche lo sport è coinvolto e si crea addirittura una nazionale di calcio.
A Fiume approdano eroi e opportunisti, coraggiosi e pavidi, futuri gerarchi fascisti e future vittime nei
Lager nazisti. Ambiguo latteggiamento di Mussolini, preoccupato della popolarità di dAnnunzio. Con la firma del trattato di Rapallo nel 1920 la situazione precipita. Il governo italiano decide loffensiva militare. È il Natale di Sangue, documentato dalle foto degli scontri fra volontari e soldati dellesercito regolare, dalle immagini delle rovine dei ponti sullEneo e dello studio del Comandante, nel Palazzo del Governatore, devastato da un proiettile esploso dall
Andrea Doria. Fiume capitola e il 18 gennaio 1921 dAnnunzio lascia la città. Nellultima foto saluta gli ex legionari dal balcone della sua dimora sul Garda.