Il ricordo di Loris Fortuna, nel nome di diritti e libertà

di MAURIZIO CESCON

E' stata una commemorazione bipartisan quella di Loris Fortuna, avvocato, deputato, padre della legge sul divorzio e leader di tante battaglie per i diritti civili, a 24 anni dalla morte. Ieri al Famedio del cimitero di San Vito si sono ritrovati, oltre a politici di centro-destra e di centro-sinistra, i suoi amici storici, che hanno militato con lui nel vecchio Partito socialista. Tra i presenti anche l'ex sindaco Mussato, il consigliere regionale Baiutti, l'avvocato Bulfone, il vice presidente del consiglio comunale Della Rossa, il radicale Leonarduzzi, il consigliere provinciale Gerussi, il vice presidente della Quiete Gasparin e tanti altri. E un ospite d'eccezione che molti, ormai, per il suo impatto sulla società di oggi e per la sua strenua lotta per i diritti, accostano proprio alla figura di Fortuna, vale a dire Beppino Englaro. Lui, il carnico dalla volontà di ferro, presenza discreta e sguardo assorto, ha ascoltato in prima fila, accanto all'onorevole Gabriele Renzulli, la commemorazione che il sindaco Furio Honsell ha tenuto davanti alla lapide dove è scolpito il nome di Loris Fortuna e la sua data di morte, 5 dicembre 1985, accanto ad altri personaggi illustri di Udine, dal senatore Tessitori, all'architetto D'Olivo, fino al prete degli ultimi don De Roja.
Quella del sindaco è stata una commemorazione-fiume letta con energia, che alla fine ha ricevuto tanti applausi. Honsell ha ripercorso gli aspetti più significativi della vita del padre del divorzio, dalla lotta partigiana alle battaglie, nelle vesti di giovane avvocato, per migliorare le condizioni di lavoro dei braccianti in Friuli, ai suoi interventi in consiglio comunale, fino alle leggi che ispirò in Parlamento. E proprio pochi mesi prima di morire, Loris Fortuna chiese norme sulla tutela della dignità del malato e la disciplina dell'eutanasia passiva, questioni di stretta attualità che si sono riagganciate anche alla presenza di Beppino Englaro alla cerimonia.
«L'appuntamento per ricordare Fortuna – ha detto Honsell nel suo intervento – è uno dei più importanti momenti della vita civile di Udine. E' stato un uomo specialissimo, un'intelligenza finissima che ha avuto il coraggio delle proprie idee etiche e politiche e rappresenta un modello. Siamo orgogliosi per questo concittadino, un gigante della politica, maestro di libertà civili. Quelli di Fortuna erano veri valori cristiani, di carità, di rispetto. Nella società non deve esserci una contrapposizione tra laici e cattolici, ma un'alleanza contro il connubio conservatore e reazionario. E questi temi sono ancora del tutto attuali. Fortuna fu campione di rigore, difensore determinato e convinto della Costituzione».
Quindi lo storico segretario del Psi di viale Trieste Dario Pividori, dopo aver deposto una corona d'alloro ai piedi della lapide, ha consegnato un mazzo di garofani rossi, simbolo per eccellenza del socialismo, a Beppino Englaro. Poche le parole del papà di Eluana: un grazie «alla gente del Friuli» e l'orgoglio «per aver rispettato una splendida creatura come era l'Eluana, contro la quale mai avrei potuto andare, non rispettando i suoi convincimenti».