Fidenato a processo Protesta dei radicali

Oggi in tribunale Oggi, a partire dalle 10.30, i Radicali friulani manifesteranno davanti al tribunale di Pordenone per testimoniare la vicinanza e il supporto all’iniziativa dell’imprenditore pordenonese, Giorgio Fidenato, che ha deciso di versare ai dipendenti l’importo lordo delle loro buste paga, rifiutandosi di fare il sostituto d’imposta per conto dello Stato.
In contemporanea si terrà, all’interno del Palazzo di giustizia, la prima udienza del processo contro lo stesso Fidenato proprio a seguito della sua iniziativa che è stata avviata nel gennaio scorso.
«La battaglia di Fidenato – commenta Stefano Santarossa – si inserisce nella lotta che i radicali hanno condotto nell’ultimo decennio con proposte referendarie e legislative per abolire la trattenuta alla fonte per i lavoratori dipendenti. Riteniamo importante consentire a tutti i cittadini di ricevere interamente i propri guadagni e di versare solo successivamente le imposte, tutti con le stesse modalità».
Secondo i Radicali, «una vera democrazia esige che i cittadini, prima di ogni altra cosa, possano rendersi conto di quanto l’imposizione fiscale incida sulla loro busta paga e sui loro redditi. Oggi in Italia, per la grande massa dei lavoratori dipendenti, ciò è impedito. È il datore di lavoro, infatti – continua Santarossa – che ogni mese trattiene alla fonte e provvede a versare allo Stato le tasse dovute dal lavoratore. Ciò che il dipendente riceve in busta paga, quindi, non è lo stipendio cui ha diritto, ma solo ciò che dello stipendio gli rimane dopo aver pagato le tasse, salvo i conguagli definitivi su base annuale. Se egli si rendesse davvero conto di quanto lo Stato gli sottrae in termini di sole imposte dirette, pretenderebbe dallo Stato una buona utilizzazione di quel denaro e chiederebbe conto a chi governa dei disservizi, degli sprechi e del pessimo funzionamento dei pubblici uffici».
L’iniziativa di Fidenato ha avuto una vasta eco sui media nazionali, tant’è che lo stesso imprenditore ha ricevuto numerosi attestati di solidarietà da parte di suoi colleghi e anche richieste di informazioni per mutuare, nella propria azienda, la stessa modalità di corresponsione degli stipendi.