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Maratona di New York, un pieno d’emozioni

L’evento GRADISCA. Esperienza indimenticabile per tre gradiscani appassionati di podismo, che hanno coronato il sogno di partecipare alla celebre maratona di New York. Si tratta di Andrea Rongione, 44enne dirigente bancario, Sergio Visintin, 43enne responsabile d’azienda, e Marco Campestrini, 51enne ingegnere; assieme a loro ha preso parte alla spedizione anche Stefano Bellini, 43enne imprenditore di Corno di Rosazzo.
Per tutti grande festa venerdì sera al Maialotto di Gradisca, uno degli sponsor dell’“operazione New York”, alla presenza del sindaco Tommasini e di Graziella Spessot, presidente della consulta comunale allo sport.
La sfida è nata quasi per caso: il gruppetto di amici ha cominciato a parlarne sotto l’ombrellone nell’agosto del 2008, e ha dato seguito ai buoni propositi iscrivendosi alla manifestazione podistica già lo scorso gennaio, dato che la maratona di New York, per la sua popolarità, è limitata a 42 mila partecipanti.
I quattro si sono presentati al via con una preparazione diversa: Rongione e Visintin avevano già “assaggiato” la distanza di 42,2 chilometri, Campestrini e Bellini erano al debutto. Il miglior tempo l’ha fatto registrare Rongione (3 ore e 10’), sorprendente la performance di Bellini (3 ore e 21’), condizionato dai crampi Visintin (3 ore e 40’), buono l’esordio di Campestrini (4 ore e 9’): per tutti, però, il risultato agonistico è passato ben presto in secondo piano. «Sono stati 42 chilometri di festa, tutta New York partecipa con un calore incredibile all’evento. Lungo tutto il percorso si corre fra due ali di folla festanti, abbiamo visto di tutto: gruppi rock, cori gospel davanti alle chiese, gente che ti passa la frutta, altri che ti danno un “cinque”, persino uomini pronti a massaggiarti in caso di crampi. I nostri connazionali, poi, sono incredibili: appena leggevano la scritta “Italia” sul nostro pettorale iniziavano a incitarci con passione».
I quattro maratoneti elogiano in particolare la macchina organizzativa: «Assolutamente perfetta, anche se c’erano più di 40 mila persone al via, non abbiamo fatto neppure un minuto di fila. E con un microchip legato ai lacci delle scarpe gli amici da casa hanno seguito in tempo reale su Internet la nostra prestazione». Esperienza da ripetere? Magari più avanti, non certo nel 2010. «Quando arrivi al traguardo di una maratona sei completamente scarico, e la prima cosa che pensi è “chi me l’ha fatto fare?”. Poi nei giorni successivi recuperi le energie e inizi a pensare alle prossime corse. New York era un nostro sogno, l’abbiamo realizzato in occasione del 40º, magari ci torniamo per il 50º. Siamo in condizione di fare due maratone l’anno: una è la Bavisela, dato che parte da Gradisca, l’altra è da decidere, ci sono tanti bei posti da visitare». Naturalmente di corsa.
Giuseppe Pisano