Addio a Spanghero, pittore della serenità

RUDA. Lutto nel mondo dell'arte della Bassa: è morto a 81 anni dopo una lunga malattia Cesare Spanghero, il pittore della 'serenità". Era molto legato a Ruda, e non solo per il monumento ai caduti in piazza libertà: Spanghero aveva donato alla comunità lo stupendo san Francesco della parrocchiale, ma si era anche occupato del restauro degli affreschi dell'icona che da via Aquileia porta in località Cortona. Per ogni nato del paese era solito regalare ai genitori un bel quadro, un segno per la nuova vita del paese. Sue opere sono ammirabili alla Rurale di Villesse, mentre in quella di Cervignano sono visibili quelle acquetinte sui mestieri d'un tempo che sono forse il ciclo pittorico più intenso e riuscito. Ha esposto a Milano, Venezia e in diverse capitali europee. Biagio Marin e Carlo Sgorlon sono stati i suoi mentori.
Spanghero lascia un vuoto anche tra gli amanti del canto: è stato infatti corista del Polifonico e per tanti anni sua 'voce" come presentatore ufficiale. Era sempre stato vicino al coro, tanto da realizzare lo stemma e alcune litografie per i traguardi più significativi del complesso: i 40 e i 50 anni di vita e di successi. Ad ogni rientro dall'estero non mancava mai di informarsi su come erano andate le cose. A Fabiana Noro lo scorso anno, in occasione del concerto natalizio, aveva regalato un bel acquarello, un paesaggio che esaltava appunto la sua visione del mondo, fatta di cose semplici ma genuine.
Nelle sue marine azzurre, nelle sue dorate visioni della Bassa, nei cavalli con la criniera al vento, Spanghero ha raccontato la sua 'Weltanschaung" che era composta di una fede mai banale, di una criticità tipica degli intellettuali tutti d'un pezzo, di una bontà d'animo genuina, di una sobrietà tipica dei gentlemen.
Ruda darà l'addio all'artista domani, nel primo pomeriggio. Il Polifonico, impegnato a Vienna, lo ricorderà cantando ‘Beati mortui' di Mendelsshon alla Scubertsaal.