11 novembre 2009 —
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sezione: Attualità
Lo studio
UDINE. «Ledizione 2009 del Monitoraggio dei siti politici dei partiti italiani presenti nei due rami del Parlamento rivela la scarsa partecipazione degli iscritti in rete e anche un uso sottodimensionato, rispetto agli altri paesi europei e agli Usa, dei social network. Pochi i gruppi di ascolto e di dialogo, ancora tanta propaganda anche su Facebook e Youtube». Lo ha affermato il professor Francesco Pira, coordinatore del gruppo di ricerca del corso di laurea in Relazioni pubbliche della facoltà di lingue delluniversità di Udine che ha prodotto il consueto rapporto annuale sui portali politici italiani. Ore di navigazione per fare il punto su come i partiti presenti in Parlamento comunicano attraverso la rete.
«I due principali partiti italiani, il Pdl e il Pd ha spiegato Pira hanno leggermente modificato alcuni contenuti e anche lorganizzazione stessa dei portali. Il Pdl migliora la parte grafica, mentre aver suddiviso i contenuti in quattro mini siti, tre dei parlamentari ed uno del Governo Berlusconi, generano un rischio di dispersione e di duplicazione dei contenuti. Il Pd invece, pur avendo una piattaforma tecnologica ben sviluppata, sembra aver fatto un passo indietro nella capacità di stimolare la partecipazione degli utenti».
Rimangono quasi invariati Lega Nord e Udc, mentre lItalia dei Valori è forse quello che meglio degli altri è riuscito a combinare chiavi comunicative efficaci con coinvolgimento dellutente. Il partito di Bossi e quello di Casini, hanno i limiti più evidenti sullusabilità e sullinterazione. «Anche lutilizzo di collegamenti con Facebook e Youtube conclude Pira, sociologo della comunicazione non sono stati adeguatamente utilizzati. Cè da parte di tutti una corsa a caricare video su Youtube. Più difficile e quasi per nulla percorsa la strada della creazione di gruppi di discussione reale sul virtuale. In particolare si nota come non cè, al contrario di quanto ha fatto il presidente degli Stati Uniti Barack Obama, prima da candidato e oggi da capo della Casa Bianca, nessuna ricerca nel dare alliscritto nessuna forma di identità impegnandolo in un ruolo attivo, di ricerca di altri iscritti, o di ricerca fondi o di creatore di contenuti di cui può essere capace».
Secondo Pira, infine, autore di un nuovo libro-ricerca intitolato
Come dire qualcosa di sinistra dove si parla delluso di nuove tecnologie ed in particolare dei social network da parte dei partiti politici in Europa e in Usa, «i partiti politici italiani stanno perdendo la grossa occasione di aprire e poi consolidare un fitto dialogo con i propri iscritti attraverso la rete. A questo si aggiunge anche la difficoltà di una crescita culturale del sistema paese e quindi del rapporto corretto tra partiti, candidati ed elettori/cittadini per la mancanza di una rete efficiente e non a macchia di leopardo».