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Droga al festival, Giunta interrogato: «Rototom Sunsplash via dal Friuli»

Via dal Friuli. L’edizione 2010 del Rototom Sunsplash non sarà ospitata al parco del Rivellino di Osoppo. In pole position per accaparrarsi il più grande evento reggae d’Europa c’è la Spagna, in particolare l’hinterland di Barcellona, ma anche la regione Toscana.
Quel che è certo è che sul Friuli l’organizzazione del festival ha ormai messo una pietra sopra. Non da ultimo a seguito dell’inchiesta della Procura della Repubblica di Tolmezzo che contesta a Filippo Giunta, presidente dell’associazione Rototom, di aver agevolato l’uso di sostanze stupefacenti all’interno del parco del Rivellino durante il Sunsplash. «Il luogo – si legge negli atti giudiziari - diveniva punto d’incontro di persone che, nel contesto dell’evento musicale, e delle connesse suggestioni culturali riconducibili all’ideologia rastafariana che prevede l’associazione tra musica reggae e marijuana, si dedicavano all’utilizzo di droghe».
Per gli organizzatori del maxi evento è stata come la cosiddetta goccia che fa traboccare il vaso, la spinta decisiva al trasferimento, come ieri ha confermato lo stesso Giunta, reduce dal primo interrogatorio dai carabinieri, durante il quale il presidente del Rototom si è avvalso della facoltà di non rispondere: «Abbiamo deciso così perché in questi due giorni non c’è stato nemmeno il tempo di mettere in piedi un pool di legali, abbiamo solo iniziato a capire di cosa mi si accusa. Un nuovo interrogatorio è stato fissato per il prossimo 9 novembre e allora risponderò a tutte le domande».
Quanto all’accusa?
«Sono convinto che il reato non sussista: in 16 anni di festival non è mai successo nulla, abbiamo sempre garantito un imponente servizio di stuart per evitare ogni tipo di reato grave e con precise consegne circa gli spacciatori, che dovevano essere consegnati alle forze dell’ordine o cacciati dal festival».
Inchiesta a parte, la storia tra Sunsplash e Friuli sembra definitivamente finita...
«Se non finita, almeno interrotta, finché non saremo scagionati e allora se ne potrà riparlare. Certo che dopo un trasferimento e tutti gli oneri che comporta, decidere di tornare, specie se le cose nella nuova sede andranno bene, è alquanto improbabile».
Quali sono gli impegni in cima all’agenda di Filippo Giunta?
«Al momento definire la sede del prossimo Susplash. Tutto lo staff è concentrato su questo. E una volta che la nuova location sarà individuata inizieremo a contattare artisti, relatori, insomma a organizzare finalmente l’edizione 2010».
Come si sente oggi, visto quel che sta accadendo?
«Direi rattristato, amareggiato perché ritengo d’aver subito un’ingiustizia, perché in Italia la parola meritocrazia resta una voce del vocabolario».
Cioè?
«Al di là del Sunsplash, il Rototom è stato un locale storico, un locale (prima a Gaio di Spilimbergo, poi a Zoppola, ndr) che ci hanno invidiato in tutta Europa, senza dimenticare la straordinaria esperienza del Cerit a Pordenone. Nessuno ce ne ha mai reso i meriti».
Salvo la gente...
«Di gente vicina ne abbiamo avuta tanta, accade anche oggi a Osoppo, mentre istituzioni e politica ci sono sempre stati avversi o alla meglio indifferenti, tanto che non ci aspettiamo più molto».
Maura Delle Case