Messaggero Veneto — 25 ottobre 2009
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sezione: UDINE
di GUIDO SURZA Un ulteriore sconto di un anno sulla pena perché è stato giudicato vulnerabile geneticamente. Con queste motivazioni, che si fondano su unindagine cromosomica del tutto innovativa in un accertamento giudiziario, la Corte dassise dappello di Trieste ha portato a 8 anni 2 mesi di reclusione la condanna nei confronti dellalgerino che il 10 marzo 2007 in via Cernaia uccise a coltellate un colombiano. Ed è stato sondato anche laspetto sociale del problema, ritenendo che la patologia psichiatrica di cui lassassino è affetto, «implementata dallo straniamento dovuto allessersi trovato alla necessità di coniugare il rispetto della propria fede islamica integralista con il modello comportamentale occidentale, abbia determinato un importante deficit nella sua capacità dintendere e di volere ancorché non tale da obnubilare del tutto la sua capacità di comprendere il disvalore della propria azione né di esercitare, sotto il profilo volitivo, un controllo sui propri impulsi anche tenuto conto dei tempi intercorsi con quella che era ritenuta la causa scatenante». Era stato lavvocato Tania Cattarossi, difensore di Abdelmalek Bayout, a chiedere in Appello il massimo di riduzione della pena per la seminfermità mentale delluomo. Così i giudici di secondo grado (presidente ed estensore della sentenza Pier Valerio Reinotti, a latere Angelica Di Silvestre e i sei giudici popolari) hanno disposto una superperizia psichiatrica che ha sondato anche nei geni dellalgerino, oltre che nella sua psiche. Alla Corte serviva questo accertamento appunto per «dirimere le discrepanze emerse fra perito, consulente tecnico di parte e giudice nel corso del giudizio di primo grado in punto imputabilità dellautore del reato». Proprio questa diminuita imputabilità, che trova ragioni nel bagaglio genetico delluomo, ha portato allulteriore sconto della pena. In ogni caso però osserva la Corte «le differenze culturali e la fede religiosa professata non potrebbero costituire un fondamento giustificativo per unaggressione a fini omicidi con un coltello a fronte di quel tipo di provocazione che certamente neanche nel suo contesto sociale e culturale dorigine troverebbe legalizzazione e comprensione». Ecco allora che le indagini genetiche affidate ai dottori Giuseppe Sartori e Paolo Pietrini sono state giudicate significative. I medici hanno cercato in Bayout «polimorfismi genetici significativi per modulare le reazioni a variabili ambientali fra i quali in particolare per quello che interessa nel caso di specie lesposizione a eventi stressanti e a reagire agli stessi con comportamenti di tipo impulsivo». Unindagine innovativa che scrive il giudice estensore Reinotti «avrebbe consentito di accertare che limputato risulta possedere, per ciascuno dei polimorfismi esaminati, almeno uno se non tutti e due gli alleli che, in base a numerosi studi internazionali riportati sinora in letteratura, sono stati riscontrati conferire un significativo aumento del rischio di sviluppo di comportamento aggressivo, impulsivo (socialmente inaccettabile)».