martedì 09.02.2010 ore 20.08

ARCHIVIO Messaggero Veneto dal 2003

Via Cernaia, sconto di pena per l assassino: è geneticamente predisposto alla violenza

di GUIDO SURZA Un ulteriore sconto di un anno sulla pena perché è stato giudicato “vulnerabile geneticamente”. Con queste motivazioni, che si fondano su un’indagine cromosomica del tutto innovativa in un accertamento giudiziario, la Corte d’assise d’appello di Trieste ha portato a 8 anni 2 mesi di reclusione la condanna nei confronti dell’algerino che il 10 marzo 2007 in via Cernaia uccise a coltellate un colombiano. Ed è stato “sondato” anche l’aspetto sociale del problema, ritenendo che la patologia psichiatrica di cui l’assassino è affetto, «implementata dallo straniamento dovuto all’essersi trovato alla necessità di coniugare il rispetto della propria fede islamica integralista con il modello comportamentale occidentale, abbia determinato un importante deficit nella sua capacità d’intendere e di volere ancorché non tale da obnubilare del tutto la sua capacità di comprendere il disvalore della propria azione né di esercitare, sotto il profilo volitivo, un controllo sui propri impulsi anche tenuto conto dei tempi intercorsi con quella che era ritenuta la causa scatenante». Era stato l’avvocato Tania Cattarossi, difensore di Abdelmalek Bayout, a chiedere in Appello il massimo di riduzione della pena per la seminfermità mentale dell’uomo. Così i giudici di secondo grado (presidente ed estensore della sentenza Pier Valerio Reinotti, a latere Angelica Di Silvestre e i sei giudici popolari) hanno disposto una superperizia psichiatrica che ha “sondato” anche nei geni dell’algerino, oltre che nella sua psiche. Alla Corte serviva questo accertamento appunto per «dirimere le discrepanze emerse fra perito, consulente tecnico di parte e giudice nel corso del giudizio di primo grado in punto imputabilità dell’autore del reato». Proprio questa diminuita imputabilità, che trova ragioni nel “bagaglio genetico” dell’uomo, ha portato all’ulteriore sconto della pena. In ogni caso però – osserva la Corte – «le differenze culturali e la fede religiosa professata non potrebbero costituire un fondamento giustificativo per un’aggressione a fini omicidi con un coltello a fronte di quel tipo di provocazione che certamente neanche nel suo contesto sociale e culturale d’origine troverebbe legalizzazione e comprensione». Ecco allora che le indagini genetiche affidate ai dottori Giuseppe Sartori e Paolo Pietrini sono state giudicate significative. I medici hanno cercato in Bayout «polimorfismi genetici significativi per modulare le reazioni a variabili ambientali fra i quali in particolare per quello che interessa nel caso di specie l’esposizione a eventi stressanti e a reagire agli stessi con comportamenti di tipo impulsivo». Un’indagine innovativa che – scrive il giudice estensore Reinotti – «avrebbe consentito di accertare che l’imputato risulta possedere, per ciascuno dei polimorfismi esaminati, almeno uno se non tutti e due gli alleli che, in base a numerosi studi internazionali riportati sinora in letteratura, sono stati riscontrati conferire un significativo aumento del rischio di sviluppo di comportamento aggressivo, impulsivo (socialmente inaccettabile)».

| Redazione | Scriveteci | Rss/xml | Pubblicità

I diritti delle immagini e dei testi sono riservati. È espressamente vietata la loro riproduzione con qualsiasi mezzo e l'adattamento totale o parziale.

Gruppo Editoriale L'Espresso Spa - Via Cristoforo Colombo n.149 - 00147 Roma - Tel:+39.06.84781 - P.I. 00906801006