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Clooney a Roma: «Aiuterò l’Abruzzo»

ROMA. «Ho deciso di girare un film nelle zone del terremoto dell’Abruzzo per aiutare quelle popolazioni e impedire che fossero abbandonate come è accaduto agli abitanti di New Orleans». Durante la conferenza stampa di presentazione di Tra le nuvole, il film di Jason Reitman presentato in concorso al Festival internazionale del film di Roma e in sala da metà gennaio, George Clooney è tornato a parlare del film che sta girando a Sulmona e nelle zone colpite dal terremoto. «All’inizio tutti si impegnano e ti vogliono aiutare - spiega l’attore, ormai di casa in Italia dove ha una villa sul lago di Como - tutti s’impegnano e raccolgono fondi. Poi, col passare dei mesi, i riflettori non sono più puntati su quella tragedia e cala l’attenzione, l’impegno e i finanziamenti. È accaduto anche negli Usa con l’uragano Katrina. Oggi New Orleans è ancora in condizioni drammatiche». Clooney, che ha iniziato a girare tre settimane fa a Sulmona con Violante Placido («attrice straordinaria che sarà splendida nel film»), racconta anche che i suoi timori si sono manifestati in estate.
E alla fine, come era accaduto al festival di Venezia per tre volte, è arrivata per George Clooney la domanda delle domande, ovvero se sia gay. «Non capisco la domanda ma forse vi diverte farla», accenna l’attore ricordando come il padre abbia fatto parte della categoria («Era un conduttore tv e so come funzionano le cose»).
«Voi - dice rivolto ai giornalisti - siete obbligati a fare certe domande. Perchè ci sono delle persone che leggono le riviste. So bene come funzionano queste cose e che si deve parlare di gossip, ma anche su questo ci deve essere un limite».