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Tagli occupazionali, mobilitazione per coinvolgere tutte le istituzioni

MANIAGO. Si dovrà attendere la settimana prossima per capire se quel sottile filo di speranza apertosi al tavolo regionale per il futuro della Siap di Maniago potrà concretizzarsi in qualcosa di positivo. Intanto della questione si sono occupate anche le minoranze di centro-sinistra di Maniago, che hanno presentato due documenti. Con un ordine del giorno condiviso da tutti i gruppi di minoranza in consiglio comunale (Per Maniago, Pd e Maniago ai cittadini) è stata chiesta la convocazione di un’assemblea civica per affrontare la crisi occupazionale nelle aziende del Maniaghese e in particolare del gruppo Carraro. L’intenzione è che il documento presentato venga condiviso anche dalla maggioranza nell’esprimere solidarietà ai lavoratori del gruppo Carraro, così come a tutti i lavoratori del territorio (e non soltanto) coinvolti in opere di ristrutturazione aziendale che stanno colpendo pesantemente il sistema industriale e per invitare giunta e maggioranza, possibilmente di concerto con gli altri Comuni interessati a questa difficile situazione, ad attivare tutti i percorsi al fine d’individuare ulteriori fonti di finanziamento da indirizzate a sostegno dei lavoratori coinvolti nei licenziamenti. Un ordine del giorno, questo, che, una volta approvato, dovrebbe essere inviato a tutti gli enti locali, provinciali e regionali interessati, compresa la proprietà Carraro.
La preoccupazione espressa in questo modo dalle minoranze prende spunto dalla notizia dei circa 170 esuberi annunciati nel piano di ristrutturazione aziendale da parte del gruppo Carraro nello stabilimento maniaghese. «E’ inaccettabile – si legge – il comportamento aziendale che dà come acquisito il nuovo piano industriale, il cui perno ruota sui licenziamenti delle maestranze. Si ritiene lecito invece aspettarsi un coinvolgimento, da parte della proprietà, di tutti gli enti pubblici, sindacati, associazioni di categoria interessate, al fine di elaborare un piano industriale di ben altro tenore, considerando che il problema occupazionale sta diventando il dato più preoccupante di questa crisi generalizzata, anche in relazione a prossimi esaurimenti dei fondi della Cig ordinaria».
I tagli del gruppo Carraro in regione sono stati considerati troppo pesanti: 80 a Gorizia e 167 a Maniago. Seguono altre decisioni analoghe assunte dal gruppo, motivate con la sua sopravvivenza, a Campodarsego, con 265 esuberi, e a Padova, con 135.