25 settembre 2009 —
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sezione: Pordenone
MANIAGO. Un incontro interlocutorio, con la speranza (flebile) che il gruppo Carraro ci ripensi sulla mobilità per i 167 lavoratori in esubero alla Siap di Maniago, facendo ricorso agli ammortizzatori. É un sottilissimo filo di speranza quello scaturito ieri dallincontro tra i vertici del gruppo, il vicepresidente della Regione, Luca Ciriani, i rappresentanti delle province di Pordenone e Gorizia e i sindaci di Maniago e del capoluogo isontino. Il piano così come presentato, con circa 250 tagli nei due stabilimenti regionali facendo ricorso alla mobilità, è stato giudicato irricevibile dai rappresentanti delle istituzioni, come già avevano fatto sindacati e lavoratori il giorno dellannuncio dei tagli a Maniago. Per il gruppo era presente Mario Carraro e lamministratore delegato.
La Regione. «Da parte nostra - afferma il vicepresidente della giunta regionale, Luca Ciriani - abbiamo evidenziato che il piano così comè è inaccettabile». I rappresentanti del gruppo hanno ribadito ciò che già avevano spiegato ai sindacati, giustificando i tagli: la crisi che ha investito anche il gruppo costringe a un piano di drastica riduzione, motivato anche dalle previsioni che non indicano nulla di buono. «Abbiamo affermato di capire le difficoltà - prosegue Ciriani - anche se solo qualche mese fa ci avevano rassicurato, dicendoci che Maniago era strategica per il gruppo».
Le proposte. Dal tavolo regionale sono partite alcune proposte al gruppo: valutare la possibilità di ricorrere alla cassa integrazione, contratti di solidarietà ed è stata dichiarata la disponibilità al coinvolgimento di Friulia, la finanziaria regionale. I rappresentanti della Carraro non hanno escluso a priori queste ipotesi, ma si sono detti disponibili a prenderle in considerazione e valutarle in tempi rapidi. Le parti si sono date appuntamento alla prossima settimana, con un nuovo tavolo che, qualora vi sia qualche apertura, diventerebbe di natura tecnica. «Faccio appello alla grande esperienza dellimprenditore Mario Carraro - conclude il vicepresidente della Regione - e anche alla sua responsabilità sociale. Capisco le esigenze dellimpresa, ma bisogna anche valutare limpatto sociale di determinate decisione». Al termine dellincontro con Carraro, Ciriani è sceso tra i lavoratori, i quali hanno inscenato un presidio sotto alla regione. Da Maniago sono sessanta i lavoratori che vi hanno partecipato.
I sindacati. In stand-by i sindacati che attendono, quindi, novità dal fronte dellazienda. «Lauspicio - afferma Massimo Albanesi della Fim-Cisl - è quello di ottenere ammortizzatori sociali più a lungo possibile per superare la crisi del momento, nellattesa di una crescita di ciò che cè e di quello che ci sarà. Questo ci permetterebbe di non disperdere forze ed energie». La Fiom-Cgil, dal canto suo, si sta attivando per creare un coordinamento nazionale per il gruppo Carraro. Una riunione informale cè già stata nei giorni scorsi a Padova e linvito sarà esteso anche alla Fim-Cisl. «Allincontro di ieri è emerso che la posizione dei rappresentanti delle istituzioni è la stessa nostra, ovvero di contrarietà al piano - afferma Gianluca Pitton - Il nostro obiettivo è quello che il gruppo ritiri i licenziamenti». Prossimo appuntamento al tavolo regionale, quindi, entro la prossima settimana, mentre il 6 ottobre i rappresentanti sindacali si ritroveranno con i vertici aziendali.
Donatella Schettini