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La Carraro irremovibile sugli esuberi

MANIAGO. Un incontro interlocutorio, con la speranza (flebile) che il gruppo Carraro ci ripensi sulla mobilità per i 167 lavoratori in esubero alla Siap di Maniago, facendo ricorso agli ammortizzatori. É un sottilissimo filo di speranza quello scaturito ieri dall’incontro tra i vertici del gruppo, il vicepresidente della Regione, Luca Ciriani, i rappresentanti delle province di Pordenone e Gorizia e i sindaci di Maniago e del capoluogo isontino. Il piano così come presentato, con circa 250 tagli nei due stabilimenti regionali facendo ricorso alla mobilità, è stato giudicato irricevibile dai rappresentanti delle istituzioni, come già avevano fatto sindacati e lavoratori il giorno dell’annuncio dei tagli a Maniago. Per il gruppo era presente Mario Carraro e l’amministratore delegato.
La Regione. «Da parte nostra - afferma il vicepresidente della giunta regionale, Luca Ciriani - abbiamo evidenziato che il piano così com’è è inaccettabile». I rappresentanti del gruppo hanno ribadito ciò che già avevano spiegato ai sindacati, giustificando i tagli: la crisi che ha investito anche il gruppo costringe a un piano di drastica riduzione, motivato anche dalle previsioni che non indicano nulla di buono. «Abbiamo affermato di capire le difficoltà - prosegue Ciriani - anche se solo qualche mese fa ci avevano rassicurato, dicendoci che Maniago era strategica per il gruppo».
Le proposte. Dal tavolo regionale sono partite alcune proposte al gruppo: valutare la possibilità di ricorrere alla cassa integrazione, contratti di solidarietà ed è stata dichiarata la disponibilità al coinvolgimento di Friulia, la finanziaria regionale. I rappresentanti della Carraro non hanno escluso a priori queste ipotesi, ma si sono detti disponibili a prenderle in considerazione e valutarle in tempi rapidi. Le parti si sono date appuntamento alla prossima settimana, con un nuovo tavolo che, qualora vi sia qualche apertura, diventerebbe di natura tecnica. «Faccio appello alla grande esperienza dell’imprenditore Mario Carraro - conclude il vicepresidente della Regione - e anche alla sua responsabilità sociale. Capisco le esigenze dell’impresa, ma bisogna anche valutare l’impatto sociale di determinate decisione». Al termine dell’incontro con Carraro, Ciriani è sceso tra i lavoratori, i quali hanno inscenato un presidio sotto alla regione. Da Maniago sono sessanta i lavoratori che vi hanno partecipato.
I sindacati. In stand-by i sindacati che attendono, quindi, novità dal fronte dell’azienda. «L’auspicio - afferma Massimo Albanesi della Fim-Cisl - è quello di ottenere ammortizzatori sociali più a lungo possibile per superare la crisi del momento, nell’attesa di una crescita di ciò che c’è e di quello che ci sarà. Questo ci permetterebbe di non disperdere forze ed energie». La Fiom-Cgil, dal canto suo, si sta attivando per creare un coordinamento nazionale per il gruppo Carraro. Una riunione informale c’è già stata nei giorni scorsi a Padova e l’invito sarà esteso anche alla Fim-Cisl. «All’incontro di ieri è emerso che la posizione dei rappresentanti delle istituzioni è la stessa nostra, ovvero di contrarietà al piano - afferma Gianluca Pitton - Il nostro obiettivo è quello che il gruppo ritiri i licenziamenti». Prossimo appuntamento al tavolo regionale, quindi, entro la prossima settimana, mentre il 6 ottobre i rappresentanti sindacali si ritroveranno con i vertici aziendali.
Donatella Schettini