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Infiltrazioni in galleria, il problema resta irrisolto

ANDREIS. A distanza di anni dalla prima segnalazione nulla è cambiato. Anzi. Le recenti piogge che hanno imperversato con particolare violenza sulla montagna pordenonese hanno aggravato la situazione di degrado presente all’interno della galleria del monte Fara. Si tratta del tunnel più lungo del Friuli Venezia Giulia. I quasi sei chilometri di traforo portano da Montereale ad Andreis, consentendo spostamenti abbastanza agevoli anche in direzione del Veneto.
A metà della galleria la volta si è sfaldata e le infiltrazioni di acqua sono sempre più consistenti. Quando all’esterno piove e i terreni del monte Fara si impregnano d’acqua, dalla volta del manufatto scendono autentiche fiumane. Nel tratto in cui si scarica questa forte infiltrazione idrica il manto di asfalto si è eroso. Il peso della caduta dall’alto ha infatti incavato il bitume a tal punto da rendere sconnesso il piano. Le buche si trasformano poi in pozzanghere, con ovvi rischi per i veicoli, soprattutto motociclette, che affrontano a velocità sostenuta il lungo rettilineo del tunnel.
In zona è stato installato un cartello di pericolo e nulla di più. Più volte la precedente amministrazione comunale di Andreis aveva sollecitato l’agenzia regionale Friuli Venezia Giulia strade a mettere mano alla galleria, impermeabilizzandone la copertura. Ora che l’autunno si avvicina, il rischio di nuove formazioni d’acqua diventa più consistente.
Non è la prima volta che il traforo della Valcellina fa parlare di sé a causa dei potenziali rischi per l’incolumità pubblica. Nel 2007 uno dei pesanti ventilatori della galleria cadde improvvisamente a terra, rovinando tra i mezzi in transito. In quell’occasione nessuno rimase ferito, ma si aprì un dibattito sul livello di sicurezza del manufatto che va avanti ancora oggi.
Fabiano Filippin