giovedì 18.03.2010 ore 03.17

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Di Pietro attacca il premier: un despota, farą la fine di Saddam

CHIETI. Antonio Di Pietro attacca a testa bassa Silvio Berlusconi e suscita la reazione indignata della Popolo della Libertà. «È un personaggio pericoloso - ha detto l'ex pm aprendo la festa dell'Idv - perchè presto cadrà con il dito alzato, come Saddam Hussein, facendo finta di nulla fino all'ultimo minuto». Per Di Pietro,«l'implosione del premier creerà una situazione pericolosa per la democrazia, anche perchè a eliminarlo ci stanno pensando quelli della sua stessa maggioranza, mossi dall'ingordigia di chi vuole spartirsi le spoglie del despota». E ancora: «Berlusconi è al tramonto, ma cadrà nel peggiore dei modi, come è accaduto a Nerone, Catilina, Hitler e Mussolini. Per fortuna degli italiani, però, non ne ha la stessa forza». E non è tutto. Di Pietro non ha avuto parole tenere neanche per i possibili futuri alleati del Pd in un governo dell'alternativa: «Non vogliamo che si avvicinino a noi solo per approfittare del nostro momento positivo. Cambino prima le facce dei loro personaggi e dei loro caporali. Per difenderci da Berlusconi non possiamo costruire nuovi berlusconini». Il doppio attacco dell'ex pm ha provocato la dura reazione del Pdl. Fabrizio Cicchitto ha subito gettato la palla rovente in casa del Pd: «Il problema è che voi non prendete le distanze da questo incredibile personaggio, ma ne subite perfino la leadership». Maurizio Lupi, vicepresidente della Camera, ha rincarato la dose: «È vero, la nostra democrazia è a rischio, ma per colpa sua. Il Pd, se ha a cuore il nostro paese, deve dissociarsi, altrimenti ne diventerà complice». La quarta edizione della festa dell'Idv si è aperta in uno scenario politico già visto e consolidato. Di Pietro conferma la scelta dell'anti-berlusconismo senza sconti e attacca i possibili alleati, mettendone in discussione la capacità di fare una vera opposizione al «regime». Palazzo d'Avalos, a Vasto, ha accolto come sempre la kermesse dell'Idv. Ma stavolta gli ospiti degli altri partiti sono completamente assenti, sia da destra che da sinistra. Poco male, per Di Pietro, che ha sostituito i blasonati nemici del Pdl e i semi-nemici del Pd con testimonianze della società civile. Ecco dunque sfilare sul sipario della cittadina abruzzese le delegazioni dei precari della scuola in lotta e i terremotati dell'Aquila chiamati a testimoniare sul palco la loro protesta nei confronti della Protezione civile e di Guido Bertolaso, reo di non aver previsto la catastrofe, pur avendone tutti gli strumenti.

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