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Newton, cassa integrazione per 35

Aziende in crisi La crisi si abbatte pesantemente sulle ultime due aziende industriali di Gorizia. Alla Newton, azienda di carpenteria leggera, è stato raggiunto ieri un accordo per l’attivazione della cassa integrazione ordinaria per 35 dipendenti, in tutto sono una quarantina, che comincerà già in settembre e si protrarrà per 13 settimane, mentre aumenta la preoccupazione per la situazione della Carraro, in considerazione del fatto che il gruppo, a livello nazionale, ha denunciato un forte calo delle commesse.
«Per quanto riguarda la Newton, va subito precisato che si tratta di una cassa integrazione preventiva – specificano i sindacalisti della Fiom-Cgil, Tomas Casotto e della Fim-Cisl, Giampiero Turus –, in quanto potrebbe anche esserci una ripresa della produzione in tempi brevissimi. I vertici dell’azienda, che sono stati molto collaborativi, ci hanno comunicato un calo dell’attività intorno al 40%, calo di cui abbiamo dovuto prendere atto. Abbiamo cercato insieme la soluzione migliore per affrontare questo momento, sfociata, appunto nella cassa integrazione a zero ore per un massimo di 35 persone. Ciò per essere pronti, nel caso in cui non dovesse esserci una ripresa in tempi brevi, della produzione. Va sottolineato che con quest’accordo i dipendenti matureranno comunque le ferie e la tredicesima, come se lavorassero. Si tratta di un accordo decisamente buono sotto quest’aspetto, che è già stato comunicato ai lavoratori nel corso dell’assemblea». Alla fine della cassa integrazione, se la crisi dovesse continuare, c’è la volontà, però, di utilizzare un altro strumento, ovvero il contratto di solidarietà, che consentirà ai dipendenti di lavorare di meno, ma di evitare comunque la cassa integrazione. I vertici dell’azienda si sono già dichiarati favorevoli a quest’ipotesi.
Forte preoccupazione viene, peraltro, espressa da Casotto e Turus, per il futuro della Carraro, dove lavorano 120 dipendenti e dov’è ancora in atto la cassa integrazione a rotazione: «Sul sito del gruppo sono comparsi i dati relativi ai primi sei mesi di attività di tutti gli stabilimenti – rimarcano –, contrassegnati da una pesante contrazione degli ordinativi, e l’amministratore delegato della Carraro ha ipotizzato dei tagli al personale. Anche se non ha citato Gorizia, questi dati ci creano non pochi timori. Prossimamente avremo un incontro con i vertici dell’azienda, cui chiederemo chiarimenti».
Intanto, sembra invece aprirsi qualche spiraglio per i lavoratori della Siles. Ieri, in municipio, c’è stato un incontro fra un rappresentante della Lega delle cooperative e una delegazione dei dipendenti, alla presenza dell’assessore al Welfare, Silvana Romano, che poi ha riferito al sindaco, Ettore Romoli, che se n’è dovuto andare prima per un ulteriore impegno. È stata prospettata la possibilità di formare una cooperativa per riprendere, in un altro sito, l’attività svolta alla Siles. In tal senso sarà effettuata una serie di verifiche e un nuovo punto della situazione sarà effettuato giovedì prossimo. (p.a.)