L'epico "Baaria" doppiato per Venezia

ROMA. Un siciliano italianizzato (o un italiano sporcato di siciliano) per Baaria: non è certo per compiacere la Lega e il governatore del Veneto Giancarlo Galan che Giuseppe Tornatore sta lavorando intensamente al doppiaggio del film con cui si aprirà la 66ª Mostra del cinema di Venezia la sera del 2 settembre. Il film corale è una commedia umana che per lo stile epico di Tornatore e la musica ancora una volta di Ennio Morricone sembra rimandare a Novecentoe a C'era una volta in America.Ambientato nella natia Bagheria (Baaria in lingua fenicia) dai primi anni del secolo scorso fino ai giorni nostri attraverso il racconto di tre generazioni di una stessa famiglia, è stato girato in siciliano stretto, anzi in dialetto barrioto, praticamente incomprensibile, così come lo era il dialetto napoletano stretto di Gomorradi Garrone. In tempi in cui la Lega nord lancia l'idea di introdurre un test di dialetto per i professori nella lingua della regione in cui intendono insegnare (nei fatti significa prof meridionali alla prova di padano), il barrioto di Tornatore può sembrare una provocazione non affievolita dai sottotitoli in inglese.
Il 2 settembre Baariasi vedrà a Venezia nella versione più comprensibile del dialetto siciliano appena accennato, mentre sugli schermi dal 25 settembre circolerà una copia in barrioto in quelle sale di grandi città che già ospitano film in lingua originale. In Sicilia invece i siciliani potranno stare tranquilli: il film è un omaggio, non senza malinconia, alla sua terra e Medusa lo distribuirà nella versione originale, 150 minuti. E all'estero? Si vedrà la versione in dialetto, con i sottotitoli nella lingua dei paesi dove sarà proiettato.
Del resto Bagheria è ben più di una scenografia - che sia porta del vento da Bab el gherib in arabo o marina da Bahariah - cresciuta come luogo di villeggiatura di campagna dei signori palermitani del Settecento.
«Baaria - ha detto Peppuccio Tornatore - è un suono antico, una formula magica, una chiave. La sola in grado di aprire lo scrigno arrugginito in cui si nasconde il senso del mio film più personale. Una storia divertente e malinconica, di grandi amori e travolgenti utopie. Una leggenda affollata di eroi...». Il cast basterebbe a fare la gloria di una stagione intera di cinema italiano: Monica Bellucci, Donatella Finocchiaro, Lina Sastri, Laura Chiatti, Nicole Grimaudo, Raoul Bova, Luigi Lo Cascio, Enrico Lo Verso, Michele Placido, Gabriele Lavia, Vincenzo Salemme, Giorgio Faletti, Leo Gullotta, Marcello Mazzarella, Beppe Fiorello, Luigi Maria Burruano, Corrado Fortuna.