Bunny Wailer, lo spirito del reggae

OSOPPO. «Avremmo voluto ospitare al Sunsplash anche Bob Marley e Peter Tosh. Non è più possibile. Ma una leggenda vivente stasera è qui con noi». Ore 23.30 di giovedì trascorse da poco. Il sound-check dura un po' più del previsto e la folla radunata sotto lo stage in attesa del prossimo concerto si disperde, fino a quando nell'aria del Rivellino non si diffonde la voce dei due presentatori. In qualsiasi altro caso l'introduzione sarebbe parsa pomposa. Non in questo. E in un battibaleno sotto il palco la folla si fa densa, palpitante, commossa: dopo un corteggiamento durato anni, Bunny Wailer, l'ultimo membro vivente dei mitici Wailers (quelli dove crebbero Marley e Tosh) è finalmente sul palco del Sunsplash, pronto a regalarci una serata indimenticabile e una delle più belle pagine di storia del festival. Ed è stato proprio così.
Dall'altezza dei suoi 62 anni, Bunny ha offerto attimi di intensa spiritualità, alternati a time in uptravolgenti che hanno trascinato lui e la platea in danze sfrenate. Ottima la band, forte di oltre 10 componenti, con un eccellente gruppo di fiati e tre back-vocalists da urlo. Lui, piccolo e minuto, eppure dal carisma e dalla presenza scenica schiaccianti. Lui che ha devoluto il cachet in beneficienza: tre quarti alle comunità di Shashamani, in Etiopia, e un quarto alle popolazioni dell'Abruzzo colpite dal terremoto. Quest'ultima parte è stata consegnata al Rototom perché possa aiutare a far rinascere il settore della musica nella regione devastata dal sisma.
Tra complimenti al festival, una lunga fila di canzoni vecchie e nuove e incitazioni alla gente in delirio - «Ditemi? Amate il reggae?» –, Wailey ha messo la sua firma sulla sedicesima edizione del Sunsplash vestito di una bianca tunica, avvolta in una lunga sciarpa tricolore. Come un sacerdote ha dato la sua benedizione al festival che, incassato l'ennesimo consenso (questo poi vale per tutti), veleggia verso la fine.
Oggi infatti è l'ultimo giorno. Speriamo solo di questa edizione, perché l'aria che tira al Rivellino non è delle migliori. Stasera, giunto il momento dei saluti, il presidente del Rototom, Filippo Giunta, saluterà come sempre e darà appuntamento alla prossima edizione. Che ci sarà, resta però da vedere dove. Certo è che gli amministratori di Osoppo e di alcuni paesi vicini hanno promesso di impegnarsi affinchè il festival resti qui in Friuli.
Se l' happy endci sarà lo vedremo. Nel frattempo val la pena godersi l'ultima giornata. A chiudere musicalmente il Sunsplash saranno alle 18.30 Glen Washington, alle 20 Riddim Colony, alle 21 Ava Leigh, alle 22.30 Third World e infine, a mezzanotte e mezzo, Anthony B, uno tra i migliori esponenti del nuovo reggae.
Maura Delle Case