Cervignano celebra l'uomo della bonifica

FORNASIR Oggi alle 18, al centro civico di Cervignano, si terrà la tavola rotonda
su Dante Fornasir, ingegnere (1882-1958) nell'ambito della mostra promossa con il contributo di Regione e Fincantieri e con l'ateneo di Trieste Promossa dal Comune di Cervignano con il contributo della Regione Friuli Venezia Giulia e di Fincantieri e con la collaborazione del Dipartimento di ingegneria civile e ambientale dell'università di Trieste, si è aperta il 29 maggio al Centro civico di Cervignano (in via Trieste 35) la mostra dedicata a Dante Fornasir, ingegnere. Cervignano del Friuli 1882-1958 . Oggi, alle 18, si terrà una tavola rotonda con Edino Valcovich e Diana Barillari (curatori della mostra e del catalogo), Alberto Gasparini presidente dell'Isig di Gorizia e Giulio Mellinato docente all'Università di Milano Bicocca, nel corso della quale saranno approfonditi alcuni dei temi della mostra. L'attività dell'ingegner Dante Fornasir che si svolge tra la natia Cervignano del Friuli, Monfalcone e Trieste è caratterizzata da una versatilità che gli permette di occuparsi di problemi idraulici con la stessa disinvolta competenza con la quale sceglie lo stile più adatto agli edifici del quartiere giardino di Panzano (1913-1927) o compie pionieristiche sperimentazioni con il calcestruzzo armato nei capannoni del Cantiere di Monfalcone(1936-1940) . Una simile duttilità gli deriva dalla formazione come ingegnere civile al Politecnico di Vienna, grazie a una preparazione tecnica che gli consentiva di misurarsi con problematiche piuttosto diverse.
Nel 1933 acquista a Cervignano i terreni sui quali verrà realizzato il Borgo e realizza il progetto degli anni giovanili quando si era occupato del tema lavorando con l'ingegner Antonelli deputato al Parlamento di Vienna.
Nella Relazione particolareggiata sull'attività parlamentare nel campo economico, l'ingegner Giacomo Antonelli (1834-1927), deputato nella legislatura 1901-1906, ricorda il suo impegno a favore della 'questione di una grande bonifica di circa duemila ettari di terreni paludosi e pressoché improduttivi nei comuni di Terzo, Aquileia e Cervignano". L'argomento stava particolarmente a cuore all'ingegner Antonelli, che era nato a Terzo d'Aquileia quindi aveva un'esperienza diretta dei problemi secolari del territorio, dove si erano succeduti senza molto esito diversi tentativi di bonifica a partire da quelli promossi a opera di Maria Teresa d'Austria. Le prime opere furono avviate per iniziativa del barone Ettore de Ritter, il quale intorno al 1860 aveva affidato il progetto all'ingegner Magello: tra i terreni oggetto dell'intervento di bonifica vi erano anche i 118 ettari del Manolet in comune di Cervignano che sarebbero stati acquistati da Dante Fornasir - insieme a una porzione del Boscat (comune di Terzo) - per realizzare l'azienda agricola del Borgo. Nel 1906 si riunì a Monastero il 'Comitato promotore della III e IV Partita e del Manolet" presieduto dall'ingegner Antonelli che diede vita al Consorzio della 'Prima Bonifica Austriaca" nel 1907, il cui statuto venne approvato da parte del Capitanato di Gradisca in osservanza alla legislazione austriaca del periodo. Dopo la Prima Guerra Mondiale, sempre sotto la presidenza del barone de Ritter, il Consorzio assumerà la denominazione 'Prima Bonifica del Friuli Redento".
Dante Fornasir fece pratica presso lo studio di Antonelli durante il percorso universitario al Politecnico di Vienna e si può quindi ipotizzare che in questo periodo vennero gettate le basi di un interesse che avrebbe avuto nella realizzazione del Borgo il suo esito finale. I temi della bonifica risultavano inoltre congeniali al percorso formativo di Fornasir che nell'ambito del corso di Ingegneria civile si laureò con il docente di Costruzioni idrauliche, Johann Georg Ritter von Schön, continuando a collaborare con lo stesso in qualità di assistente al Politecnico dal 1908 al 1909. Trattava inoltre un argomento di ingegneria idraulica la dissertazione che Fornasir preparò per sostenere l'ammissione al Dottorato, che non ebbe però esito positivo e segnò la fine della sua permanenza a Vienna.
I terreni acquistati da Dante Fornasir appartenevano in gran parte al comune di Cervignano ma anche a alcuni privati, tra i quali l'ingegner Romano Piussi di Udine che aveva tentato senza esito di bonificare quella porzione di territorio negli anni Venti. Lo stato di abbandono che l'ingegner Antonelli lamentava era stato determinato da una situazione che perdurava da secoli, sia il Manolet che il Boscat facevano parte dei terreni che il patriarca Popone nel secolo XI aveva donato al monastero benedettino femminile di Santa Maria di Aquileia, che ne mantenne il possesso fino al 1766 quando il Governo imperiale li confiscò per favorire la bonifica voluta da Maria Teresa. A seguito del decreto di soppressione del Monastero i beni vennero venduti a privati e al comune di Cervignano, che comunque non riuscirono a sanare la situazione, vuoi per l'estensione notevole dei terreni paludosi che per la mancanza di finanziamenti adeguati, oltre che di una regia unitaria per guidare i lavori necessari.
La svolta arrivò con l'emanazione del 'Testo Unico delle leggi sulla bonificazione delle paludi e dei terreni paludosi (D.R. 30 dicembre 1923, n.3256) e la legge Serpieri (18 maggio 1924, n. 753), con tutto il corollario di leggi, decreti, e provvedimenti vari che queste due leggi fondamentali si tirarono dietro, fra cui la legge 24 dicembre 1928, n. 3134 sulla bonifica integrale e il R.D.L. 13 febbraio 1933 n.215 completamento definitivo della ‘legge Serpieri' permisero una serie di trasformazioni delle condizioni fisiche, delle possibilità produttive e della situazione sociale di tutta la Bassa friulana". L'elenco dei provvedimenti legislativi fornisce la testimonianza della centralità del tema 'bonifica" per il Regime fascista, che diede inizio a un'azione sistematica e efficace sotto il profilo normativo e organizzativo, che interessò molte località in Italia. Merita di essere segnalato il fatto che l'ingegner Fornasir prese parte a due importanti operazioni di bonifica entrambe dettate dall'iniziativa privata: la prima fu quella del Lisert promossa dai Cosulich e la seconda invece lo vide protagonista diretto nella natia Cervignano. Nel Borgo egli infatti diede vita a un'utopia sociale e economica che l'antico compagno di studi nel collegio dei Salesiani a Gorizia, l'archeologo Giovanni Battista Brusin, celebrò con la frase che venne incisa nella lapide posta nell'atrio della chiesa, nella quale rese omaggio alla 'mente illuminata e alla volontà indomita" dell'ingegner Dante Fornasir che 'questo lembo di terra nell'ambito della romana Aquileia alla palude riscattò".
Diana Barillari