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Progetto basket, non ci sono solo Snaidero e Pozzo

di VALERIO MORELLI UDINE. Nel 2000 il futuro della Snaidero, neopromossa dall’A2 in A1, pareva legato al progetto di nuovo palasport. Nel 2009 il destino della serie A di basket a Udine, dopo la retrocessione in Legadue e le nuove dimissioni del presidente Edi, pare invece collegato al nuovo stadio Friuli, voluto dal patron bianconero Gianpaolo Pozzo di concerto con il sindaco Furio Honsell. Il rilancio del basket di vertice in Friuli, insomma, si propone di ripartire sì dal 20% di costi di gestione garantito a fondo perduto da Pozzo, ma nell’ambito di un progetto industriale friulano che coinvolga altri imprenditori. A meno che non arrivi qualcuno, forse da fuori, a mettere tutti d’accordo su piazza. Di progetto industriale friulano nel cui ambito inquadrare il rilancio di quella che per loro resta la Snaidero aveva parlato il presidente dell’Udinese calcio Franco Soldati, a nome della società e della famiglia Pozzo, prima di favorire il pranzo di lavoro con l’ingegnere Edi di venerdì scorso. Si augurava che il dimissionario presidente arancione volesse ancora aderirvi e la sua reazione, a caldo, è stata di aprire uno spiraglio alla speranza.
Per la verità, Snaidero ha sempre detto che avrebbe favorito iniziative serie e concrete per il futuro del basket a Udine. Oltre tutto, non è affatto a digiuno di progetti industriali da portare avanti in parallelo con l’attività sportiva. Caldo della promozione dall’A2 in A1, nove anni fa infatti aveva lanciato l’idea di un nuovo palasport al posto del Carnera voluto negli anni Settanta da suo padre, il cavaliere del lavoro Rino Snaidero.
Su progetto dell’ingegnere Giovanni Piccin e del geometra Robero Milocco, con l’allora sindaco Sergio Cecotti era stato varato un project financing, metà pubblico e metà privato, che ha poi avuto solo il finanziamento regionale con cui ora sarà ristrutturato il Carnera a cominciare da quest’estate con doppi turni di lavoro, anche notturno.
Allora il gruppo Luci, che ora vede Adriano presidente di Confindustria Udine, avrebbe fatto gli scavi per il palasport sempre in zona Rizzi, ma più verso lo svincolo autostradale. La Rizzani De Eccher avrebbe garantito il coordinamento della costruzione. La Spav di Martignacco ci avrebbe messo i prefabbricati in cemento armato e la Camef quelli in ferro. Snaidero stesso sarebbe stato l’utilizzatore e il mini - sponsor del nuovo impianto.
Adesso è Pozzo a cullare l’ambizione di un nuovo stadio Friuli, che però si va scorporando dall’idea di cittadella sportiva ai Rizzi. Alcuni nomi per la realizzazione del progetto, però, ricorrono ancora. Soprattutto quello di Luci, appassionato di basket già sponsor della Longobardi Cividale con il marchio Gesteco e amico di Soldati. Che a sua volta è direttore commerciale della Vidoni spa, impresa edile.
Insomma, intorno al 20% dei costi garantito da Pozzo per 4 anni potrebbe nascere stavolta il progetto industriale friulano, mancato 9 anni fa, per il rilancio del basket. Con quote di partecipazione ripartite su più soggetti. Il cosponsor Arfin nel settembre scorso si riprometteva di entrare in società al 20%. L’imprenditore Massimo Blasoni attende una chiamata a un tavolo allargato scevro da pregiudiziali politiche, che però ha posto lui stesso sia pure facendo campagna elettorale. Una quota minima di partecipazione è richiesta a Snaidero stesso da Pozzo, per il quale il basket a Udine è solo arancione.
A meno che non arrivi il foresto come si vocifera sia il dichiarato quarto contatto, oltre all’altro noto e subordinato con l’azionariato diffuso Raggi - Franz, a mettere tutti d’accordo. Per ora ancora a Udine, più in là si vedrà. Domani la prima risposta: quella promessa a Pozzo.

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