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«L’immigrazione clandestina è reato»

Tondo sul Cie GRADISCA. «L’immigrazione clandestina è un reato e come tale va combattuto. Soprattutto noi siamo consapevoli di ciò che questo reato comporta: se andiamo a Gradisca credo che tutte o quasi le persone che vi sono ospitate siano immigrati clandestini provenienti da Lampedusa. Dobbiamo guardare con attenzione a ciò in quanto la comunità non è in grado di assorbire flussi migratori di queste dimensioni».
Ad affermarlo è stato ieri a Trieste il presidente della Regione Fvg, Renzo Tondo, che ha ricordato anche che «la gente si aspetta risposte concrete, anche perché la lotta all’immigrazione clandestina dev’essere un concetto di tutti. Non c’è un problema di etica su questo: l’immigrazione clandestina è un reato, lo riconoscono tutti. Ci sono momenti di difficoltà umana che vanno in qualche modo superati, ma tutto va fatto all’interno delle convenzioni europee».
Tornando sul Centro di identificazione ed espulsione di Gradisca, poi, Tondo ha evidenziato anche che «è evidente che noi, per la collocazione geografica che abbiamo, siamo coloro che sono presi d’assedio più di altri».
Dichiarazioni arrivate a sostegno di quanto affermato dal ministro degli Esteri, Franco Frattini, che, in merito al dibattito sull’immigrazione clandestina e sulle polemiche nate a livello europeo in seguito alla decisione dell’Italia di autorizzare i cosiddetti “respingimenti” dei clandestini prima del loro ingresso nelle acque territoriali, ha fatto un esplicito riferimento proprio al Cie di Gradisca: «Apriamo i centri di accoglienza dopo 90 giorni e poi che succede? Se apriamo il campo di custodia di Gradisca d’Isonzo, vicino alla Slovenia e all’Austria, siccome con Schengen le frontiere non esistono più, vanno in Europa...».
Nel Centro per immigrati di Gradisca sono al momento ospitati oltre 250 immigrati: 125 clandestini in attesa di espulsione, nella sezione Cie (che ha una capacità di 250 posti), circa 130 nel Centro di assistenza per richiedenti asilo (Cara). (ma.ce.)