giovedì 09.09.2010 ore 12.39

ARCHIVIO Messaggero Veneto dal 2003

Nella Giamaica dei B. R. Stylers

Il disco PORDENONE. Arrivano segnali significativi dal panorama artistico regionale: con Indubstria , i B.R.. Stylers, gruppo pordenonese che sottolinea anche nel titolo di questo quarto album la propria ispirazione dub, si conferma come una delle formazioni più accreditate per mettere i puntini sulle i al prossimo futuro musicale nazionale. Otto tracce che, nel pieno rispetto della scuola giamaicana, si sdoppiano nel loro alter ego di sempre eccezionali dub o rusty version . Con un’attenzione al suono e alla composizione melodica che restituisce tutto l’impegno che questa band ci ha messo nel realizzare un ottimo lavoro. In cima a tutti mettiamo la convincente voce di Michela Grena, poi il supporto ventrale del basso preciso e penetrante di Paolo Bandini, della batteria di G.P. Ennas, e poi di Ras Antonio alle tastiere e Manuel Tomba al dub master. Indubstria è un altro esperimento riuscito del Dub Producers Team di Alambic Conspiracy, preveggente esperimento produttivo che, proprio da Pordenone, restituisce la musica, e la sua produzione, ai protagonisti del palco e della creatività. Inventiva che, per quanto riguarda questo disco, rispetta pienamente i sacri canoni del dub giamaicano, ammiccando molto all’ortodossia se possibile. Come confermato da Paolo Baldini, portavoce del gruppo e dal 2006 anche bassista degli storici Africa Unite, il lavoro in studio che ha portato alla creazione di Indubstria è stato molto attento all’utilizzo di strumenti d’epoca o vintage. «Tutte le arti che hanno visto il passaggio, nella produzione, del computer e delle sue enormi potenzialità – dice Baldini – ne sono state condizionate. Per questo siamo convinti che ci voglia una grande forza etica per governare le illimitate potenzialità delle macchine senza lasciarsi travolgere». Il reggae, e ancor di più la sua versione più intima e riflessiva, ovvero il dub, pongono grande attenzione al rapporto con la natura: «È uno dei temi ispiratori di Indubstria – continua Baldini –. Quello che consideriamo il nostro sguardo spirituale nei confronti della musica è la realizzazione della nostra visione dell’attuale rapporto con la natura dell’uomo». Quello di un’umanità che ha costruito imperi su macchine che poi lasciano arrugginiti rottami a testimonianza della loro fallace volontà di potenza. «Siamo orfani delle nostre creature – sottolinea il bassista dei B.R. Stylers – allo stesso modo in cui la musica sintetica, costruita solo con il computer ma senza vita, è orfana di umanità». Indubstria è in circolazione da ieri, con modalità del tutto particolari, come nella tradizione della Alambic Conspiracy: la distribuzione avviene solo attraverso i canali live , ai concerti, senza passare dai negozi («»che ormai non esistono più», dice la band). E poi, ovviamente via internet. L’intero disco è scaricabile dal sito http://www.brstylers.com. Alessandro Montello

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