Morto Franco Aprilis l'ingegnere "padre" della diga di Ravedis

Il lutto La provincia di Pordenone piange l'ingegner Franco Aprilis, scomparso domenica scorsa a 82 anni. Il suo nome fa subito venire in mente la diga di Ravedis e numerose altre opere di regimentazione delle acque in Friuli Venezia Giulia e non solo. Franco Aprilis era 'figlio d'arte", figlio di quel Napoleone Aprilis, nato ad Azzano Decimo nel 1887, ingegnere con carriera da amministratore, a cui si devono la diga di Barcis, con la creazione del lago che porta oggi il suo nome, ma anche la nascita del Consorzio di bonifica Cellina-Meduna e le prime opere di irrigazione della Destra Tagliamento.
Franco Aprilis era nato ad Azzano Decimo il 16 maggio 1926. Aveva deciso di seguire le orme paterne, laureandosi all'Università degli Studi di Padova in ingegneria civile idraulica. I primi lavori in provincia, per il Consorzio Cellina-Meduna, erano stati per la costruzione di due nuove dighe sui torrenti Silisa e Meduna a Tramonti. Poi, a Pordenone, aveva aperto uno studio per la progettazione civile idraulica. A metà degli anni '70 era stato chiamato, insieme a Franco Bigalli, Paolo D'Alessandro e Riccardo Pezzini, a progettare la diga di Ravedis, che sarebbe stata realizzata a Montereale Valcellina. Un progetto innovativo, unico all'epoca, perchè la diga, a gravità, avrebbe svolto tre funzioni: regolazione delle piene, produzione di energia elettrica e irrigazione.
Nel 1982, come componente della commissione per l'esame della situazione idrogeologica del bacino del Tagliamento, aveva proposto le casse di espansione a valle della stretta di Pinzano. Tra i suoi progetti anche molte opere di regimentazione idraulica di corsi d'acqua della provincia di Pordenone. Di questi progetti amava ricordare quelli sul fiume Fiume e sul Sile, lo studio di massima di bonifica della Bassa Pordenonese e i progetti generale ed esecutivo della sistemazione del fiume Livenza a Sacile. Tra i suoi lavori anche fognature, acquedotti e impianti di depurazione. Aveva lavorato anche a Piancavallo, nella fase della nascita e dello sviluppo della località turistica avianese, portando l'acqua e diventando direttore tecnico degli impianti di risalita. Per una breve parentesi fu consigliere provinciale.
L'Ordine degli ingegneri, attraverso il presidente Umberto Natalucci, lo ha ricordato così: «Un eccellente ingegnere che ha interpretato la professione con un impegno e una professionalità fuori dal comune. Era un uomo dal carattere asciutto ed essenziale, ma con aspetti di notevole sensibilità e umanità». Un ricordo è giunto anche dall'avvocato Valter Santarossa, presidente del Rotary Pordenone: «Era il decano del club – ha detto – e lo aveva presieduto nel 1979 e nel 1980, quando il dibattito del sodalizio, su sua iniziativa, si era incentrato sul tema dell'energia».
Franco Aprilis lascia la moglie, i figli Nino, Elena (che hanno seguito le orme paterne diventando ingegneri) e Francesca. I funerali saranno celebrati oggi alle 15 nella chiesa di San Giorgio a Pordenone. (d.s.)