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Crollano le vendite di auto in Fvg: -28% La crisi non pesa su Porsche e Ferrari

LA FIAT.
La Fiat guadagna mercato all’estero: n Germania il gruppo torinese realizza un exploit con un aumento delle vendite del 45% circa e in Francia è l’unico gruppo a restare in positivo. AUTO DI LUSSO.
Porsche, Ferrari e Maserati continuano a essere acquistate: tra gennaio e febbraio in Friuli Venezia Giulia la casa di Stoccarda ha venduto 23 auto e quella di Maranello 8, il doppio rispetto al 2007. di RENATO D’ARGENIO

UDINE. Il mercato dell’auto in Europa da segni di ripresa, meno in Friuli Venezia Giulia. A febbraio - secondo i dati diffusi dall’Associazione costruttori europei dell’auto (Acea) - le immatricolazioni di auto nuove in Europa (27 paesi Ue più quelli Efta) sono state 968.159, in calo del 18,3% rispetto allo stesso mese del 2008. A gennaio le immatricolazioni in Europa avevano segnato un calo del 27%. Per quanto riguarda il mercato italiano, va giù a febbraio del 24,4%. In Friuli Vg, in entrambi mesi, il calo resta sopra il 28%, ma la crisi non “tocca” le auto di lusso. Nella nostra regione le vendite stentano a riprendersi, più che nel resto d’Italia e nonostante gli incentivi. Nei primi due mesi dell’anno in Friuli Vg sono state immatricolate 6.520 autovetture, 2.535 in meno rispetto allo stesso periodo dell’anno scorso (-28%). Ma – come evidenziato nella tabella qui sopra – marchi come Porsche, Ferrari e Maserati vendono sempre di più. E non solo i soli anche se il “target” è diverso: infatti crescono le immatricolazioni di Dacia, Hyundai e Alfa Romeo. Importanti, percentualmente, le perdite per Toyota, Mini, Daihatsu, Land Rover, Mitsubishi, Lexus e Jeep.
Le nuove immatricolazioni – a livello nazionale – fanno registrare a febbraio la decima flessione mensile consecutiva. A febbraio il calo è stato più consistente nei nuovi stati membri dell’Ue (-30,3% con 66.123 veicoli venduti), mentre nei paesi dell’Europa Occidentale è stato del 17,3% (902.037 i veicoli venduti) con un balzo delle immatricolazioni tedesche che hanno segnato +21,5% a febbraio. La performance della Germania si spiega con la recente riforma della tassazione sui veicoli a motore e con i bonus sulla rottamazione introdotti da Berlino. Escludendo quindi la Germania e Lussemburgo (+0,3%), per gli altri paesi dell’Europa occidentale è proseguita la fase di contrazione delle vendite con il crollo più evidente in Islanda (-83,6%) e un contenuto -13,2% in Francia grazie al piano di incentivi. Guardando agli altri principali mercati, -21,9% per il Regno Unito e -48,8% per la Spagna. Ancora male l’Irlanda (-62,9%). Per quanto riguarda i nuovi stati membri dell’Ue, in miglioramento rispetto al febbraio 2008 le vendite in Polonia (+7,3%), calo del 7,7% in Repubblica Ceca, del 46,4% in Ungheria e del 66,5% in Romania.
L’effetto incentivi, dunque, non si fa ancora sentire in Italia, dove le misure a sostegno del settore sono entrare in vigore il 7 febbraio scorso, ma lasciano ben sperare per il bilancio di marzo, che, a detta sia dell’Unrae sia del Centro Studi Promotor, potrebbe chiudersi in attivo. Intanto Fiat Group Automobiles (che in Italia perde il 16,5%) si fa valere sul mercato tedesco e francese e mantiene la quarta posizione nella hit dei maggiori costruttori europei, confermando la quota al 9,2% in Europa occidentale. In particolare in Germania il gruppo torinese realizza un exploit con un aumento delle vendite del 45% circa, pari a più del doppio del mercato, raggiungendo una quota del 3,9%. Bene anche in Francia, dove è l’unico grande costruttore a muoversi in controtendenza, mettendo a segno un risultato positivo (+0,2%).