Glaser-Mattotti-Calligaro, l'avvenire della pittura è già qui

Se la pittura, dopo le crisi che l'hanno caratterizzata già dall'avvento della fotografia, vuole vivere ancora – e si direbbe proprio che voglia farlo –, gli artisti devono imparare di nuovo, come facevano gli antichi, a trasfigurare in forme e stili artistici la realtà tutta. Devono riuscire a stilizzare ogni cosa che li circonda, ma per farlo – e è anche qui che sta la sfida – devono prima amare tutte queste cose, che siano persone, forme, oggetti. Solo così la pittura, sapendosi misurare con più modelli espressivi come la grafica, la pubblicità, l'illustrazione e il fumetto, sopravvivrà all'inflazione tecnologica della moderna comunicazione multimediale.
Mantenere viva la pittura è il tentativo, per nulla utopico, che sta alla base del lavoro di tre grandi nomi del design contemporaneo – Renato Calligaro, Lorenzo Mattotti e Milton Glaser (un friulano classe 1928, un bresciano del '54 e un newyorkese del '29) – protagonisti di tre esposizioni in simultanea o meglio di una mostra unica, intitolata 'Il destino della pittura", che si percorrenel Friuli collinare. Assieme alla Comunità collinare, sono tre i Comuni coinvolti nel progetto, che ha il sostegno della Regione ed è stato avviato tre anni fa: San Daniele, Fagagna e Colloredo di Monte Albano. Ieri pomeriggio l'inaugurazione delle mostre (quella di Calligaro nel Museo del territorio di San Daniele, quella di Mattotti nel palazzo municipale di Fagagna e quella di Milton Glaser nel castello di Colloredo) ha fornito l'occasione per percorrere quest'itinerario artistico tra i colli morenici.
Il progetto espositivo Il destino della pittura, del quale Renato Calligaro, maestro friulano della grafica e dell'illustrazione, è stato caparbio ideatore, instancabile deus ex machina, si inserisce nel vivo dibattito internazionale sulla condizione delle arti e propone in ciascuna sede museale un'ampia selezione di opere di queste tre genialità del nostro tempo che comunicano attraverso una pluralità di messaggi (in tutto, i lavori sono più di duecento per una mostra che sia per il complesso dei lavori sia per l'allestimento – curato da Cristina Taverna della Galleria Nuages di Milano – non sfigurerebbe nei maggiori musei del mondo). Un'esposizione dunque che si interroga sul destino della pittura e che, mentre lo fa - diciamo noi - mostra quanto l'avvenire della pittura sia già adesso e palpiti in opere come queste, che nascono dall'ingegno di chi, ciascuno con la propria sensibilità, è capace di dare nuova vita alla realtà.
All'inaugurazione sono intervenuti gli assessori alla cultura dei tre Comuni – Maria Grazia Dall'Arche per San Daniele, Dino Pegoraro per Fagagna e Luca Ovan per Colloredo di Monte Albano, che hanno puntato l'attenzione anche sulla valenza della mostra in ambito di promozione del territorio – e a Colloredo pure l'assessore regionale Roberto Molinaro, nonché i protagonisti, Calligaro e Mattotti (il forfait di Glaser, presente però in video, è giustificato da un intervento chirurgico subito da poco tempo).
Le esposizioni saranno visitabili fino al 13 aprile il venerdì dalle 9.30 alle 12.30, il sabato e la domenica dalle 9.30 alle 12.30 e dalle 15.30 alle 19. Lunedì e giovedì visite guidate per gruppi (minimo 20 persone) su prenotazione. L'ingresso è libero. La mostra è corredata di catalogo contenente un saggio di Calligaro. Informazioni rivolgendosi a vicino/lontano, associazione che coordina l'evento (0432-201408) o sul sito www.vicinolontano.it.
Raffaella Sialino