21 febbraio 2009 —
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sezione: Attualità
UDINE. Saranno 2,5 miliardi di euro i finanziamenti statali per risarcire gli esuli istriani, fiumani e dalmati che si videro confiscati i beni nei territori dell ex Jugoslavia. Porta la firma del senatore leghista Mario Pittoni il disegno di legge sulle disposizioni dei risarcimenti, che per la prima volta vede ladesione compatta della maggioranza parlamentare, e che dopo 60 anni potrebbe vedere definitivamente chiusa una lunga vicenda che rappresenta ancora una ferita aperta nella storia dItalia. Ieri infatti il testo del ddl è stato presentato, oltre dal leghista Pittoni, anche dai senatori del Pdl Ferruccio Saro, Giovanni Collino e Giulio Camber, che hanno aperto il dibattito in Parlamento su questo tema durante la giornata della Memoria e che, proprio per la sua unanimità di consenso, potrebbe vedere la risoluzione della discussione in tempi brevi.
Oltre al testo sui risarcimenti è stato presentato dal senatore Camber anche il disegno di legge sulla proposta distituzione di una Commissione parlamentare dinchiesta sulle stragi delle foibe, previsto dallarticolo 82 della Costituzione; infine il terzo disegno di legge presentato ieri nella sede della Regione dai parlamentari del centro-destra, prevede la destinazione della quota dell8 per mille del gettito Irpef a favore degli indennizzi agli esuli istriani, fiumani e dalmati. Si tratta dellistituzione del primo fondo di risarcimento, 500 milioni di euro per 5 anni, per gli esuli che, finora, hanno ricevuto soltanto indennizzi minimi e non aggiornati con i criteri dei coefficienti di rivalutazione di questi anni.
«E oggi unanimemente condivisa spiega il senatore Pittoni lesigenza di arrivare, a distanza di oltre 60 anni, alla corresponsione di una giusta e definitiva riparazione in favore delle migliaia di italiani che, a seguito dellinstaurazione del regime di Tito, sono stati privati di tutti i beni e le imprese di cui erano titolari in Istria, Fiume, Zara e Dalmazia. E superfluo ripercorrere nel dettaglio la successione degli eventi che attraverso linfoibamento di oltre 10 mila italiani, lesodo di altri 350 mila e i trattamenti disumani patiti hanno fatto sì che, nonostante sia trascorso più di mezzo secolo e si siano succedute ben tre generazioni di nostri connazionali, la ferita sia ancora aperta e lo sconforto sia ancora forte».
Anche per il senatore Saro si tratta di un passo importante «che sicuramente vedrà il Senato come un canale privilegiato per portare a compimento questa vicenda dopo 60 anni, sia sotto laspetto degli indennizzi che sulla ricostruzione di una verità storica», mentre per il senatore Collino «è forte il senso valoriale di queste tre iniziative, perché penso che non si possa costruire questa nuova Europa se non si chiudono definitivamente le ferite atroci del 900».
Particolare attenzione sarà data allistituzione della Commissione parlamentare dinchiesta, come ha spiegato il senatore Camber: «Il processo di revisione storica, che negli ultimi anni ha ricevuto impulso dalla caduta del comunismo e dallapertura degli archivi nei paesi dellEuropa orientale, ha già prodotto risultati significativi. Altrettanto non può dirsi per quanto riguarda lindagine storica sui fatti accaduti nella Venezia Giulia e nelle terre dIstria e Dalmazia tra il 1941 e il 1945, i massacri di molte migliaia di italiani senza distinzione di fede politica, sesso ed età, accomunati dalla sola colpa di essere italiani».
Mirco Mastrorosa