16 febbraio 2009 —
pagina 09
sezione: Nazionale
di ALESSANDRA CESCHIA
A cogliere lultimo respiro di Roberto Bigotto, morto ieri poco dopo le 14 sulla tangenziale ovest allaltezza di Basaldella in un incidente in moto, è stato Mauro Braida che rientrava con lui dopo una mattinata trascorsa insieme al Motoraduno sul monte Bernadia. Bigotto, 40 anni autotrasportatore di Fogliano, è spirato sullasfalto mentre stringeva la mano dellamico. Era in sella alla sua Kawasaki Ninja 900 e si stava dirigendo verso sud quando ha perso il controllo della moto e si è schiantato contro il guardrail dellarteria stradale. Mauro Braida, compaesano, lo stava seguendo a breve distanza su unaltra moto e lo ha visto morire.
«Quando lho visto a terra con la gamba staccata, mentre perdeva tantissimo sangue, gli sono corso incontro. Era ancora vivo. Lho chiamato ripetutamente, gli ho chiesto se mi riconosceva e lui ha sbarrato gli occhi e mi ha stretto la mano». Con il volto rigato dalle lacrime, Braida ha ricostruito confusamente la dinamica dellincidente, ancora sotto choc, agli agenti della polizia stradale di Palmanova, intervenuti sul posto con tre pattuglie. Lo sguardo fisso sul corpo privo di vita dellamico, immerso in un lago di sangue; alle sue spalle la traccia della frenata, lunga oltre una cinquantina di metri, lasciata dallo pneumatico sulla carreggiata destra della tangenziale, unica testimonianza dellestremo tentativo di fermare la corsa della moto prima dellimpatto. E poi, molto oltre, la sagoma verde elettrico della Kawasaki, adagiata di traverso una sessantina di metri a sud.
«Eravamo andati sul Bernadia con un altro amico che però ha anticipato il rientro racconta attonito Mauro Braida . Siamo ripartiti insieme. E insieme siamo arrivati al semaforo di Basaldella. Quando è scattato il verde mi ha preceduto, dietro a lui cera unauto. Non ho potuto osservare bene che cosa sia successo, ma ho capito che qualcosa non andava quando ho visto alzarsi una nuvola di fumo dalla moto e Roberto che cercava di frenare, poi cè stato limpatto con il guard rail, io mi sono fermato poco oltre per soccorrerlo: la lamiera gli aveva tranciato una gamba».
Immediatamente dopo lo schianto è arrivata sul luogo dellincidente una dottoressa che si stava recando allospedale per prendere servizio. «Ho chiamato subito i soccorsi ha riferito ho cercato di intervenire, ma per quelluomo non cera più nulla da fare».
I soccorsi non hanno tardato a raggiungere la tangenziale lungo la quale, nel frattempo, i carabinieri della stazione di Basiliano deviavano il traffico sulla corsia di sorpasso ma sia lambulanza, giunta dallospedale di Udine una manciata di minuti più tardi, sia lelicottero del 118, che è atterrato in una piazzola allimbocco dellarteria viaria, hanno dovuto constatare che non cera più nulla da fare e sono rientrate senza pazienti a bordo.
Rallentamenti lungo la tangenziale sono proseguiti per un paio dore per consentire gli interventi di bonifica della sede stradale, i rilievi delle forze dellordine e la rimozione della salma, cui si è provveduto non appena è stato rilasciato il nulla osta da parte del magistrato di turno della Procura di Udine, la dottoressa Viviana Del Tedesco.