Il grido e l'anima di Pia Fontana

di MARIO TURELLO

È morta nei giorni scorsi Pia Fontana, narratrice e drammaturga autrice di racconti, romanzi e testi teatrali caratterizzati dallo scandaglio psicologico-antropologico dei rapporti familiari, della strisciante follia quotidiana e della condizione femminile. Nata a Sacile nel 1949, si laureò in critica d'arte all'Università di Padova. Esordì come scrittrice nel 1987, riuscendo vincitrice del Premio Calvino con una serie di racconti che due anni dopo confluirono nella raccolta Sera o mattina, edita da Marsilio. Vi si annunciavano temi che – assieme ai citati – avrebbero poi trovato sviluppo nelle sue opere mature: il malsano torpore della provincia, la vischiosità delle convenzioni, la grettezza di una società senza più dei né eroi. Al 1988 risale il suo primo romanzo, Spokane, caratterizzato da una scrittura rapsodica, assemblaggio di citazioni, luoghi comuni, poesie, intesa a riprodurre sin dalla forma la disgregazione della famiglia e della società. Il corpo degli angeli, pubblicato nel 1991, è l'ancor più sottile e perturbante indagine dei rapporti ambigui tra un fratello e una sorella, squarcio su inconfessati abissi dell'anima. Un'attitudine meno risentita, più melanconica è quella che permea la successiva silloge Bersagli(1993), storie di aspirazioni deluse e di impossibili riscatti, e Le ali di legno(1995), romanzo complesso non tanto sul piano strutturale quanto su quello simbolico. Più immediato, tra finzione e confessione, è Andante spianato(1997) ove l'autobiografismo è affidato a un io narrante con nuova immediatezza formale. Il pesce arabo(Piemme 1999 ) è un romanzo di formazione al femminile, incentrato sulla figura di una ragazza diciassettenne. Nessun dio a separarci(Mondadori 2003) affronta invece i problemi della diversità culturale, raccontando una storia d'amore tra una quarantenne europea e un giovane nordafricano. Accanto alle opere di narrativa, numerosi testi teatrali: tre di essi, Il grido, Devozionee Bambolesono stati raccolti in un volume dell'editore Oedipus. Tra le molte sue piècesrappresentate nei teatri di tutta Italia ricorderemo almeno L'errore di Lacan, Loden e libertà, La casa nuova, Luna carminia, La numero tredici, Da qua si gode un'ottima vista, Il compleanno dell'imperatore, Candido celeste, Se son rose...Caratterizzati dall'impegno, da uno stile ricercato e da spirito caustico, la sua narrativa e il suo teatro si sono spesso ispirati alla cronaca: l'incendio della Fenice e il carnevale di Venezia, dove Pia viveva, fanno da sfondo a un racconto, Ceneri, sulla tragica morte di un giovane omosessuale. Un suo dramma, Il mostro. Una parabola moderna sull'amore, è ispirato alla vera storia di Natasha Kampusch, la ragazza austriaca sequestrata per otto anni dal suo rapitore. Suoi scritti sono apparsi in numerose riviste letterarie, fra cui L'Indice, Linea d'ombra, Tuttestorie, L'altra Europa, Horizonte, La Re vue des Deux Mondese in opere antologiche italiane e straniere. I suoi testi sono tradotti in francese, tedesco, inglese.