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Distretto tecnologico, decollo in febbraio

di GIACOMINA PELLIZZARI

Il primo febbraio i comuni di Udine, Tavagnacco e Reana del Rojale, la Provincia, la Camera di commercio assieme al Consorzio Friuli innovazione, alla Vi-Grade, Tecnoteca, Infofactory, Cogito e Sata Hts, daranno vita all’Agenzia per lo sviluppo del distretto delle tecnologie digitali che raccoglie oltre 10 mila aziende impegnate nel settore dell’Ict (Tecnologie dell’informazione e della comunicazione). La società consortile “Ditedi Scarl” sarà a maggioranza pubblica visto che il Comune di Udine parteciperà con una quota del 14% come la Provincia, la Cciaa e Friuli innovazione, mentre il comune di Tavagnacco avrà il 25%. Anche per questo la presidenza dovrebbe andare al primo cittadino di Tavagnacco, Mario Pezzetta. Ogni socio privato, invece, avrà una quota pari all’1%. Il capitale sociale ammonterà a 100 mila euro.
La giunta Honsell, ieri, ha deliberato la costituzione della Scarl che ora dovrà superare il vaglio del consiglio comunale, mettendo a disposizione 14 mila euro. La Ditedi avrà sede legale a Tavagnacco e utilizzerà gli uffici di Friuli innovazione. Per i primi tre anni è stata stimata una spesa di funzionamento pari a 50 mila euro l’anno.
«Soprattutto nei periodi di crisi, le pubbliche amministrazioni devono fare tutto il possibile per sostenere lo sviluppo economico» ha spiegato il sindaco, Furio Honsell, nel ricordare che il «distretto sarà di supporto a un settore che necessita di condividere infrastrutture e servizi».
Secondo l’ufficio statistica della Cciaa, infatti, il distretto delle tecnologie digitali unisce 10 mila 070 aziende impegnate nell’Ict. In molti casi si tratta di piccole realtà che per operare non hanno bisogno di particolari strutture. «Il 27% di tutte le imprese dell’Ict presenti in regione – ha aggiunto l’assessore all’Innovazione, Paolo Coppola – ha sede nei comuni di Udine, Tavagnacco e Reana anche per questo abbiamo deciso di investire sull’innovazione». Per quanto riguarda Udine le imprese si concentrano nelle periferie nord e sud. Lo stesso Coppola ha spiegato che la nuova società consortile può chiedere direttamente i contributi alla Regione per promuovere il distretto tecnologico e per favorire anche lo sviluppo della connettività a fibra ottica tra il polo attrattivo della Ziu. E così i primi interventi riguarderanno la posa di collegamenti di interconnessione con le reti telematiche a banda larga già presenti sul territorio.