Sì alla "Bacchelli", la vittoria di Federico Tavan

di PAOLO MEDEOSSI

Adesso il poeta Federico Tavan (autore di versi in friulano da vertigine) potrà finalmente tornare nella sua nâf spaziâl, ad Andreis, il paese di meno 300 abitanti, in Valcellina, dove ha trascorso i suoi 59 anni, a parte il servizio militare, un breve periodo a Milano e alcune puntate a Parigi. Dal 2004 si trova nel centro di igiene mentale di Maniago per il peggioramento delle sue condizioni. Tavan vive solo con una pensione di invalidità e dunque non ha mezzi per garantirsi un'assistenza. Cosa adesso possibile grazie alla bellissima notizia giunta ieri sera da Roma dove il consiglio dei ministri, nel suo comunicato, annuncia di aver concesso a Federico Tavan l'assegno straordinario vitalizio previsto dalla legge Bacchelli, quel provvedimento che prende il nome dal famoso scrittore Riccardo Bacchelli e che aiuta i personaggi dello spettacolo e della cultura in difficoltà. Si tratta di 1500 euro al mese, somma che potrà essere impiegata per consentire a Federico di essere aiutato in casa sua, una di quelle abitazioni con i famosi daltz, i ballatoi, nel cuore del paese a due passi dal Vecio fôr.
La decisione di Roma è stata accolta con gioia e commozione dai tanti che hanno condiviso questo impegno, condotto in primo luogo dal Comune di Pordenone che un anno fa, il 28 novembre 2007, tenne un consiglio straordinario per approvare all'unanimità una mozione in cui si sollecitava la concessione del vitalizio. Quel giorno, il valore e l'importanza per tutti i friulani della poesia di Tavan erano stati illustrati da Aldo Colonnello, del Centro Menocchio di Montereale, che scoprì negli anni 80 i versi di Federico, e dai poeti Ida Vallerugo e Pierluigi Cappello. Fu l'inizio di una piccola decisa battaglia. Lo scorso settembre si è tenuta a Pordenone una straordinaria mostra con le fotografie di Tavan fatte da Danilo De Marco. Un evento che ha avuto ampio risalto sulla stampa nazionale. E intanto si sono succedute le iniziative a livello politico con la mozione a favore di Federico approvata dall'Arlef (Agjenzie regjonal pe lenga furlana), dal consiglio comunale di Udine, da quelli provinciali di Udine e Pordenone, dal consiglio regionale, dai deputati e senatori del Friuli. Una mobilitazione sincera, forte, senza distinzioni di colore politico, come raramente capita di vedere. E Tavan meritava tutto questo. Intanto l'appello ha cominciato a raccogliere le adesioni di prestigiosi intellettuali come Claudio Magris, Carlo Ginzburg, Predrag Matvejevic. La notizia ieri è giunta mentre il consiglio di Montereale era riunito per dire sì alla mozione. Un grande applauso ha accolto l'annuncio e l'emozionato sindaco Pieromano Anselmi ha commentato: «Una decisione bellissima, che ci conforta. Federico per noi è più di un poeta». Presente alla riunione anche l'assessore di Pordenone, Giovanni Zanolin, che con Danilo De Marco e Pierluigi Cappello è stato il protagonista principale di questa vicenda. «Non potevamo - dice - lasciare così Federico. Deve tornare ad Andreis, a casa. Abbiamo pensato alla legge Bacchelli come soluzione per l'assistenza, ma anche perché la concessione sia un riconoscimento verso la sua poesia. Giorni fa avevo contattato un consigliere culturale del Quirinale che era al corrente di tutto e aveva garantito l'interessamento. La notizia di oggi ci riempie di gioia. Quando Tavan sarà di nuovo a casa faremo festa. Un bel giorno per lui e tutti noi».
Sta per uscire il numero di dicembre di Poesia, il mensile di Nicola Crocetti che è la voce più autorevole nel settore. Dedicherà a Tavan un ampio servizio, pronto da tempo, a conferma del valore di un poeta che ha segnato gli anni Novanta. Parlando di Andreis, di streghe, di pantianes, di intrugli, ha saputo raccontare come pochi la nostra vita.