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New York, oltre 3 mila italiani alla maratona

NEW YORK. Quasi 80 mila piedi sul ponte di Verrazano-Narrows, a New York, oltre 7 mila dei quali italiani: la maratona più famosa del mondo, domenica 2 novembre, inizierà così. L'evento, da qualche anno, è in costante crescita, e anche per l'edizione 2008 ha confermato il suo stato di ottima salute, a dispetto della crisi di Wall Street. Tanti i vip italiani anche quest'anno: dall'ex presidente del Consiglio Romano Prodi al dj Linus (uno degli habituè), mentre manca per la prima volta da anni Gianni Morandi, infortunato al ginocchio.
Quest'anno più di 57 mila persone hanno pensato di partecipare alla maratona, incuranti del tracollo economico americano, pronti a investire tempo e denaro nei lunghi allenamenti pre-gara. Non tutti i partecipanti sono stati accontentati: per motivi di sicurezza l'evento non può ospitare più di 40 mila partecipanti.
Il problema dell'affluenza eccessiva nelle ultime edizioni si è aggravato. Dave Obelkevich, uno dei veterani della gara, che unisce atleti e corridori non professionisti, ha confessato al New York Times che domenica «spera almeno di non essere massacrato dalla folla».
Gli stessi organizzatori della manifestazione hanno ammesso che accontentare tutte le richieste sarà necessario allargare la capienza della maratona, magari differendo le partenze dei non professionisti. «Vogliamo essere la più grande maratona del mondo, ma non a scapito di essere la migliore», spiega Mary Wittemberg direttrice del New York Road Runners, che organizza l'evento, evidenziando che per la città di New York la maratona è una miniera d'oro: quest'anno le entrate hanno toccato quota 220 milioni di dollari.
L'incubo del sovraffollamento attanaglia le principali maratone cittadine del pianeta: Londra, Berlino, Boston, Chicago. A Londra le dimensioni delle strade - non certo enormi - e la stessa topografia cittadina hanno creato qualche problema di troppo ai 35 mila partecipanti. «È fantastico correre verso il Big Ben o Buckingham Palace, ma per le prime 6-7 miglia si cammina molto lenti, costretti a zigzagare nella folla», racconta Liam Mycroft, un giramondo delle maratone originario di Dublino.
La maratona di New York, come e più delle altre attira una gamma di persone di grande eterogeneità: da atleti del calibro di Martin Lel, keniota, due volte vincitore a New York, ai nostrani Linus, Teo Teocoli, Beppe Bergomi. Quest'anno, per la prima volta, a 69 anni, vi parteciperà anche l'ex presidente del Consiglio Romano Prodi, uno che tre anni fa, a Reggio Emilia, corse 42 chilometri in 4 ore e 21 minuti, giungendo al traguardo assieme a 1.838 corridori. Domenica a Central Park, punto di arrivo della maratona, che attraversa i 5 distretti di New York, potrebbero fargli compagnia più di 35 mila persone.