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Alla fine si scuote anche l’università

di GIACOMINA PELLIZZARI

Lezioni in piazza, assemblee di facoltà, lettere alle famiglie degli studenti e un presidio in aula magna durante il conferimento della laurea ad honorem a monsignor Alfredo Battisti. Dopo le manifestazioni nelle altre città, l’università di Udine si scuote e presenta un elenco di richieste al Senato accademico, che si riunisce in mattinata, per dire «no» ai tagli della legge Tremonti.
Il documento approvato, ieri, da un’affollata assemblea di studenti, docenti, ricercatori e personale tecnico amministrativo autoconvocata ai Rizzi, prevede anche la convocazione degli Stati generali d’ateneo. Dura la presa di posizione della comunità accademica friulana preoccupata per gli effetti legati alla legge Tremonti la stessa che, in assenza di interventi, secondo il rettore, Cristiana Compagno, nel 2010 porterà al collasso finanziario. Da qui la richiesta al Senato accademico di «esprimere un netto dissenso nei confronti della legge 133 richiedendo il superamento dei tagli al Fondo di finanziamento ordinario».
All’indomani della firma del Patto per l’università friulana, l’assemblea non poteva evitare di sollecitare il Senato «a individuare a breve termine una serie di iniziative che abbiano come obiettivo quello di promuovere un’ampia e partecipata mobilitazione dei docenti, dei ricercatori precari e strutturati, del personale tecnico-amministrativo e degli studenti e di coinvolgere la società civile nella mobilitazione a difesa dell’ateneo di Udine come bene pubblico e per il rinnovamento, secondo parametri di qualità, del sistema universitario italiano».
Professori e ricercatori, insomma, sono pronti a fare lezioni in piazza. Gli stessi chiedono al rettore non solo di illustrare, inviando una missiva a nome del Senato, alle famiglie dei quasi 17 mila iscritti «la gravissima situazione che si prefigura per l’università», ma anche di esprimersi nel corso della cerimonia per i 30 anni dell’università. Domani, alle 11, nell’aula magna di piazzale Kolbe, dove sarà conferita la laurea magistrale ad honorem a uno dei padri dell’ateneo friulano, l’arcivescovo emerito Alfredo Battisti, ci saranno anche gli striscioni degli studenti decisi a lanciare un messaggio di allarme forte pure nel corso della cerimonia per il trentennale. Stamattina, invece, alle 9.30, gli universitari organizzano un presidio con volantinaggio davanti a palazzo Florio.
L’intento è quello di denunciare una situazione diventata insostenibile soprattutto per i precari della ricerca costretti a emigrare per lavorare. «Oltre alla fuga dei cervelli – è stato detto in assemblea – si rischia anche la fuga degli studenti che anche a seguito del blocco del turnover non sono certi di trovare corsi qualitativamente elevati». La preoccupazione è tanta, tutti sono convinti che la legge Tremonti uccide l’università. Da qui l’intenzione di creare un coordinamento con le altre università in rivolta.