L'addio degli amici a Svjetlan

RUDA. Ieri sera moltissimi amici, compagni di scuola e di gioco di Svjetlan Stojanovich hanno ricordato insieme il ragazzo, morto a seguito dei traumi riportati nell'investimento di un'auto lungo la statale 351 martedì scorso. Nel corso della veglia funebre la chiesa parrocchiale di Perteole non è riuscita a contenere tutte le persone accorse.Sono stati tanti coloro che hanno affollato la chiesa di San Tommaso Apostolo così come sono state tante le persone che nei giorni scorsi hanno portato conforto ed espressioni di cordoglio alla famiglia Stojanovic. Non è ancora nota invece la data dei funerali, che saranno celebrati in Bosnia, tuttavia prima della partenza il feretro sarà portato a Perteole per un momento di preghiera.
I compagni di scuola di Svjetlan si erano recati giovedì pomeriggio a casa dell'amico accompagnati dai familiari per rimanere vicini ai genitori Simuna e Mirko e alla sorella Tanja e anche il personale docente giovedì mattina si era recato dalla famigli assieme al sindaco Palmina Mian e al vicesindaco Caterina Morsut. La famiglia, dopo il tragico incidente accaduto al figlio, si è trovata davanti alla dolorosa decisione della donazione degli organi.Il cuore, il fegato, i reni e le cornee di Svjetlan hanno dato la speranza di vita a diversi italiani. E proprio italiano si sentiva Svjetlan «Era nato in Italia e si sentiva italiano a tutti gli effetti nonostante le origini – aveva raccontato la sua insegnante di lettere poche ore dopo aver appreso la notizia della morte del ragazzo -; adorava il gruppo di amici. Era un ragazzo puro e spontaneo, sincero e semplice» tanti aggettivi per definire una persona limpida che sapeva farsi voler bene. Tanto che la sua scomparsa la lasciato nel dolore i molti amici e le loro famiglie. (g.m.)