David Coulthard, il grande incompiuto del Circus

Forse non sarà considerato un pezzo di storia della Formula Uno, di sicuro davanti a sè ne ha vista passare tanta. E' uno dei 'grandi vecchi" del Circus, ma ha già annunciato che questa sarà la sua ultima stagione. Nel prossimo mondiale quindi David Coulthard non lotterà più per un onorevole piazzamento sulla griglia di partenza, obbiettivo delle ultime stagioni dopo le tante passate a bordo delle monoposto di top team quali Williams e McLaren.
Anche per questo, tra gli appassionati, si discute su quale valore assegnare alla carriera del pilota britannico, o meglio, scozzese. In effetti di vetture per primeggiare ne ha avute a disposizione diverse, senza mai riuscire a piazzare l'acuto o meglio senza riuscire ad essere continuo in modo da poter lottare davvero per il titolo. Il suo miglior piazzamento in classifica generale è un secondo posto, ma a distanza siderale dietro a Michael Schumacher.
Del resto gli è forse capitata l'occasione di avere vetture competitive a livello assoluto quando forse non aveva ancora la maturità necessaria per competere con altri piloti, a partire dai compagni di squadra. Veri campioni questi, come Hakkinen capace di vincere due mondiali o come quel Raikkonen iridato lo scorso anno. Gli anni della piena maturità, così lo hanno visto approdare alla Red Bull, della cui crescita è stato sicuramente uno degli artefici principali, regalando anche i primi podi al team di Mateschitz. Lo stesso Coulthard, descritto come una delle persone più interessanti e stimolanti all'interno dei box, nelle interviste successive all'annuncio non ha espresso eccessive recriminazioni su quello poteva essere e non è stata la sua carriera in Formula Uno.
Carriera iniziata certamente in una situazione estremamente difficile. Da collaudatore Williams quale era, fu chiamato a prendere il posto di Ayrton Senna in seguito alla morte del campione brasiliano nell'incidente di Imola. Difficile immaginare una situazione più critica da gestire per un esordiente. David seppe però svolgere al meglio il proprio compito tanto da meritarsi la conferma per l'anno successivo e, soprattutto, l'attenzione di una McLaren che stava diventando la vettura migliore del lotto. A fianco di Mika Hakkinen fu però solo un perfetto scudiero, senza riuscire a inserirsi davvero nella lotta per il titolo, in seguito non riuscì a contrastare il, peraltro imbattibile, binomio costituito da Michael Schumacher e la Ferrari.
Nel 2005 il passaggio alla Red Bul con la quale concluderà quindi la carriera. Una carriera nella quale ha realizzato 12 volte la pole position riuscendo a conquistare 13 vittorie. Non uscirà del tutto dal mondo della Formula Uno, è legato alla Red Bull ancora per il 2009, nel corso del quale eseguirà dei test. Ma la franchezza e la saggezza di David Coulthard mancherà al Circus.