Banda larga, il Comune sta studiando un servizio con costi contenuti

MONFALCONE. Il Comune di Monfalcone non seguirà, per ora, l'esempio del Comune di Pordenone che ha avviato il progetto 'Internet libero" con realizzazione di una rete wi-max pubblica di accesso libero a Internet, finanziata dal Comune e dalla Regione, ma ha avviato un'analisi per individuare una soluzione che sia in linea con lo spirito di contenimento dei costi per l'ente e di erogazione del servizio al cittadino a condizioni convenienti. «Una delle ipotesi allo studio è infatti quella di mettere in competizione gli Internet provider per fornire il servizio di connettività al costo più basso per il cittadino, utilizzando l'infrastruttura di rete comunale» spiega l'assessore Massimo Schiavo, rispondendo così anche all'interrogazione presentata dal consigliere Giuliano Antonaci, che considerato il piano regionale per dotare la regione di un servizio di Banda larga (per cui sono state destinate risorse per un importo di 9 milioni 750 mila euro) e visto che altri comuni si stanno dotando di questo servizio, ha chiesto se anche Monfalcone avesse questa intenzione. Secondo quanto spiegato dall'assessore, l'idea per Monfalcone è quella di creare una sorta di gestione separata rete-servizi al pari di altre realtà. I servizi potrebbero essere erogati a costo zero per particolari fasce di popolazione, secondo accordi da definire in sede di gara.
L'amministrazione comunale, pur avendo già a disposizione un'infrastruttura di rete e potendo quindi pensare alla possibilità di distribuire sul territorio servizi di connettività wi-fi, ha voluto tenere presente lo spirito che ha mosso tutte le iniziativa, «ovvero – edivenzia Schiavo – evitare di gravare sul bilancio comunale soprattutto con spese ripetitive, affinché il servizio erogato non diventi un onere aggiunto per il cittadino». Nella scelta è pesato il rapporto costi/benefici dell'iniziativa: innanzi tutto esiste un 'digital divide" culturale che non permette di coprire un bacino di utenza che giustifichi un tale investimento e poi occorre ricordare che le tecnologie wireless sono soggette a continue evoluzioni, fatto che obbligherebbe il Comune di oneri di aggiornamento e adeguamento. Basti pensare che a Pordenone è previsto un costo di 800 mila euro per l'infrastruttura e un costo di gestione di 400 mila euro annui a carico del bilancio comunale. Schiavo ricorda anche che, già a partire dal 2004, a Monfalcone si è iniziato a creare un'infrastruttura di rete telematica con l'obiettivo di realizzare un sistema di videosorveglianza del territorio, nell'ambito del Progetto sicurezza.
«Oggi il Comune sta concludendo il potenziamento del Progetto sicurezza attraverso la triplicazione dei punti di osservazione del territorio, realizzando però anche il raccordo della rete telematica con le scuole dell'infanzia e primarie. Ciò – conclude –, oltre a consentire di raggiungere una copertura pressoché totale del territorio, consentirà anche di dotare le scuole di canali di collegamento per condividere informazioni e servizi».