Boom di presenze a "Gusti di frontiera"

Specialità enogastronomiche, musica e balli hanno portato Gorizia al centro dell'Europa. Gusti di frontiera ha animato il cuore della città con i suoi 210 chioschi, oltre che con concerti, spettacoli ed eventi collaterali che hanno coinvolto i residenti e attirato migliaia di visitatori provenienti da tutta la regione e da oltreconfine. Non solo i buongustai hanno ceduto ai piaceri della buona tavola, visto che tutti i gazebo e le bancarelle degli otto borghi allestiti in centro sono stati meta per tutta la giornata di ieri di un continuo via vai di avventori e curiosi. Al clima di festa ha contribuito senza dubbio la partecipazione degli esercenti goriziani, che hanno preparato menù e iniziative speciali, oltre alla revoca dell'ordinanza antischiamazzi, che ha consentito ai gestori dei locali di restare eccezionalmente aperti fino alle 3. I chioschi ieri mattina hanno aperto i battenti verso le 10, animandosi fin dall'inizio: qualcuno era curioso di provare le specialità dei vari paesi europei, altri invece sono andati alla ricerca di leccornie difficili da trovare. Le specialità delle regioni italiane, concentrate in corso Italia, hanno fornito innumerevoli tentazioni ai passanti, tra formaggi, salumi e dolci, così come gli stand dedicati al Friuli Venezia Giulia, disposti in corso Verdi, e quelli del cosiddetto borgo Gorizia, distribuiti tra via Oberdan e via Roma.
Gusti di frontiera è infatti anche l'occasione per far conoscere e riscoprire le specialità enogastronomiche locali, come i vini di San Floriano della Vinoteka di via Crispi, la cucina di Sant'Andrea di cui si può approfittare ai Giardini pubblici e il pelinkovec Abuja a cui è dedicato uno stand collocato in via Roma. Sempre molto apprezzati si confermano i gazebo degli austriaci: salsicce, carne alla griglia, patate e krapfen hanno attirato i visitatori in massa, tanto che in diversi momenti della giornata gli avventori hanno dovuto rassegnarsi a mettersi in fila per essere serviti. Lo stessa forza di attrazione è stata esercitata dal borgo Francia, ingrandito non a caso rispetto allo scorso anno ma rimasto sempre nelle suggestive piazze Sant'Antonio e Cavour.
Più di qualcuno non ha resistito alla tentazione di provare ostriche e champagne o di portarsi a casa formaggi e paté. Anche se in tutta la città sono stati allestiti punti musica per accontentare i gusti più disparati, la colonna sonora più coinvolgente è stata quella degli stand provenienti dai paesi balcanici. Molti gazebo si sono attrezzati con propri musicisti, rigorosamente in abiti tipici, che sono riusciti a coinvolgere nelle loro danze i passanti. Non mancano gli stand di artigianato, con la possibilità di assistere alla realizzazione di oggetti in legno e ceramica. Anche venerdì, pur essendo la giornata iniziale di Gusti di frontiera, quindi parzialmente dedicata all'allestimento dei gazebo, la città è risultata animata e vivace.
Rispetto allo scorso anno si sono registrate molte presenze, soprattutto negli stand dotati di tendone o più riparati, visto che nelle ore serali il vento ha abbassato la temperatura.
Francesca Santoro