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Passera: in Alitalia solo soci privati

ROMA. Porta chiusa agli enti locali che bussano per entrare in cordata mentre per il partner estero la quota sarà di minoranza. Da Cernobbio Corrado Passera taglia corto sulla quota dell’alleato internazionale: «Non avrà una quota di maggioranza, sia assoluta che relativa». E su una possibile alleanza con Air France, che resta comunque in pole position tra i grandi partner, «tutto è aperto, sarà il management a decidere» replica l’ad di Intesa Sanpaolo.
Se Intesa respinge le avances di Pietro Marrazzo, governatore del Lazio, e Filippo Penati, presidente della Provincia di Milano, per entrare nella cordata di acquirenti, apre però a nuovi ingressi di imprenditori ad allungare la cordata della Cai per rilevare la compagnia. Oltre all’arrivo di Francesco Micheli e del gruppo Fontana, tra le società che stanno valutando l’ingresso nell’operazione c’è anche la trentina Arcese. Ma si fanno i nomi di altri imprenditori di spicco, come il patron di Geox Moretti Polegato e Nerio Alessandri di Technogym, tra i contatti per ulteriori allargamenti che potrebbero avvenire tuttavia anche in una seconda fase.
Intanto, al ministero del lavoro dopo 48 ore di pausa, il confronto con i sindacati riprenderà domani su contratti e relazioni industriale: centrale il nodo esuberi. Il governo e il commissario straordinario di Alitalia, Augusto Fantozzi, avrebbero sondato in questi giorni la disponibilità da parte della Finmeccanica di assorbire parte degli esuberi del settore tecnico collocati nell’«area grigia». L’amministratore delegato Pierfrancesco Guarguaglini, secondo quanto si apprende, ha subordinato qualsiasi possibile iniziativa alla verifica della compatibilità tecnica dei lavoratori in questione in società del gruppo, in assenza della quale Finmeccanica non sarebbe disponibile.
Plaude il presidente di Confindustria Emma Marcegaglia allo stop di Passera agli enti pubblici che «dovrebbero vendere le quote nelle aziende piuttosto che comprare» dice respingendo le accuse di conflitto di interesse, mentre come leader degli industriali «dimostrerò coi fatti - replica da Cernobbio - che la stella polare di Confindustria rimarrà a favore della concorrenza e delle liberalizzazione». «La scelta di Cai è sbagliata, ma la partita non finisce qui», ribatte a sua volta il presidente della Regione Lazio, difendendo la sua proposta bersaglio di critiche da più parti. Muove anche il sindaco di Milano, Letizia Moratti, puntando sul ruolo di Malpensa e sulla leva esuberi: se l’aeroporto di Malpensa resterà hub, parte dei lavoratori in esubero da Alitalia verrà assorbita, ha assicurato.
Dopo 48 ore di pausa, da domani riparte intanto la no-stop al ministero del Lavoro sul piano di salvataggio di Intesa. Il ministro dello sviluppo economico Claudio Scajola si dice «molto ottimista» sull’esito della “nuova Alitalia”. Il ministro Maurizio Sacconi considera perentorio il termine fissato per giovedì prossimo per la conclusione della trattativa, mentre per parte del fronte sindacale la data non verrebbe considerata così ultimativo. E intanto la Uilt attacca: «Pantalone che paga è finito, alcuni vivono male di non poter più fare pressioni politiche». «Certo non si riferisce a noi», ribatte l’Anpac.
Altra settimana cruciale quindi per le sorti dell’ex compagnia di bandiera, con i fari puntati sull’audizione di mercoledì del ministro dell’Economia Giulio Tremonti a camere riunite.