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Napolitano e Montezemolo: grave perdita

ROMA. La scomparsa di Andrea Pininfarina raccoglie l'unanime cordoglio delle istituzioni, del mondo della politica, dell'imprenditoria e del sindacato.
Il presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, scrive: «La tragica scomparsa mi colpisce grandemente per la perdita di una figura giovane e di spicco dell'imprenditorialità italiana, di cui avevo avuto modo di apprezzare la finezza e la misura anche nello svolgimento di ruoli rappresentativi nell'organizzazione degli industriali». Il premier, Silvio Berlusconi ha espresso il suo dolore per la perdita di «un protagonista della vita industriale».
Luca Cordero di Montezemolo sottolinea che «l'Italia, Torino e tutto il Gruppo Fiat perdono un imprenditore simbolo che ha saputo seguire e innovare il lavoro del nonno Pinin e del padre Sergio». Tra gli imprenditori un ricordo personale del presidente di Confindustria, Emma Marcegaglia: «Serberò sempre, con grande affetto, nel mio cuore, il ricordo di una persona unica e di un amico vero, sempre sincero, leale, perbene». L'ad di Fiat, Sergio Marchionne esprime «una profonda tristezza per la morte, prematura, di una persona di valore e grandi qualità umane». Per il vicepresidente di Fiat John Elkann Pininfarina «ha fatto tanto per Torino e l'Italia». Il presidente di Pirelli, Marco Tronchetti Provera afferma: «Lo ricordo come un grande imprenditore, un uomo coraggioso e un amico leale».
Cordoglio e stima anche dai sindacati. Guglielmo Epifani, numero uno della Cgil, afferma: «Lo ricordo come un interlocutore sempre molto attento e rispettoso del ruolo del sindacato». Raffaele Bonanni, segretario della Cisl: «Era un interlocutore brillante e intelligente, che nelle relazioni industriali ha sempre apprezzato e portato avanti un modello partecipativo e non antagonistico». E per Luigi Angeletti (segretario Uil) «è stato davvero una persona perbene». Il segretario dell'Ugl, Renata Polverini, afferma: «Lo ricordiamo come un uomo serio, un interlocutore leale e rispettoso della controparte».
Per il ministro del Lavoro, Maurizio Sacconi, Pininfarina «ha saputo rappresentare con modernità le ragioni dell'impresa, volendole sempre conciliare con quelle del lavoro». Secondo Franco Frattini, ministro degli Esteri, Pininfarina era un «imprenditore di eccezionale talento». Il ministro dell'Interno, Roberto Maroni, sottolinea che «il nostro Paese perde un grande imprenditore». Mentre per il ministro della Funzione Pubblica, Renato Brunetta, Pininfarina «ha rappresentato un grandissimo contributo per l'industria automobilistica italiana ma, anche, l'espressione di una vocazione al dialogo nel mondo del lavoro». Per il ministro dello Sviluppo, Claudio Scajola, si tratta di «una gravissima perdita che crea un vuoto incolmabile».
Infine il leader del Pd Walter Veltroni, per il quale era «un imprenditore che alle redini della sua azienda ha saputo valorizzare al meglio il prodotto italiano nel mondo».