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Testimoni di Geova: priorità agli adolescenti

Vivere seguendo il messaggio cristiano. Essere miti, pazienti. Sostenere i giovani e la famiglia. Gli adolescenti, in particolare, sono considerati una categoria a rischio. Spesso, infatti, non c’è la giusta interazione con i genitori e sono abbandonati a loro stessi. Queste le problematiche che saranno affrontate durante l’assemblea annuale di distretto dei testimoni di Geova allo stadio Friuli. Una tre giorni cominciata venerdì e che proseguirà fino a domenica con migliaia di partecipanti. In 3.000, ieri mattina, hanno occupato la tribuna coperta dello stadio. Ma in totale sono attese più di 5.000 persone da tutta la regione. I testimoni di Geova “evangelizzatori”, ossia che possono predicare casa per casa, sono in molti nel nostro territorio. Nella sola provincia di Udine 1.300, tra Trieste e Gorizia 1.600 e altri 1.500 a Pordenone. A questi si devono aggiungere, però, altri 2.000 associati. Una scritta a caratteri cubitali bianchi posizionata sul campo da gioco diceva “Guidati dallo Spirito di Dio”. E questo è il cardine portante della loro filosofia di pensiero. Gli “evangelizzatori” seguono gli insegnamenti della Bibbia e desiderano predicarli. Anche casa per casa.
Anche se spesso trovano soltanto porte chiuse. Ma i testimoni di Geova credono che la società sia afflitta da numerosi mali e vogliono parlarne. L’occasione per farlo è proprio l’assemblea annuale.
«Vogliamo discutere - ha spiegato il responsabile delle pubbliche relazioni Sergio Tomasoni – i complessi problemi della nostra epoca. Crediamo che si possa migliorare la qualità della vita, predicando gli insegnamenti biblici. Un problema su cui quest’anno desideriamo soffermarci particolarmente – ha proseguito – è il ruolo della famiglia. Vogliamo che il dialogo all’interno di essa sia il migliore possibile. Il recupero da situazioni di disagio, non soltanto a livello familiare, è il carattere socialmente pratico dell’insegnamento biblico. Ma sono molti gli obbiettivi che i testimoni di Geova si prefiggono: curare la propria spiritualità, rispettare le leggi e le autorità e, inoltre, possedere un’onestà che si deve mantenere sia sul luogo di lavoro, sia nei rapporti interpersonali. E si discuterà anche di come rendere il clima tra le persone il più sereno possibile.
Renato Schinko