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Il Senato accademico ai parlamentari: modificate il decreto Tremonti

I parlamentari eletti in Friuli assieme ai componenti del Senato accademico dell’università di Udine analizzeranno gli effetti del decreto Tremonti sull’ateneo friulano. Il confronto è fissato per lunedì, alle 10, a palazzo Florio.
La decisione è stata assunta dallo stesso Senato accademico dopo aver approvato la mozione di «ferma protesta» contro il decreto legge 112/08 sulla manovra finanziaria pubblica. L’ha fatto sull’onda della protesta nazionale partita alcuni giorni fa proprio da palazzo Florio. L’obiettivo è quello di «rendere consapevoli i parlamentari che in queste condizioni l’università del Friuli, a 30 anni dalla sua nascita per volontà dei friulani, non potrà più svolgere il proprio ruolo istituzionale di alta formazione e ricerca, venendo meno anche alla nobile funzione prevista nel proprio Statuto istitutivo di servizio e sviluppo del territorio».
Il decreto «avrà effetti dirompenti – denuncia la mozione - sui bilanci delle università già strutturalmente sotto finanziate e giovani come l’università di Udine». Le riduzioni del Fondo di finanziamento ordinario (Ffo) previste dal 2009 al 2013 ammontano a complessivi 1,443 miliardi di euro, e per l’università di Udine si prospetta una riduzione progressiva del Ffo fino a 15 milioni di euro. Il tutto accompagnato dal blocco delle assunzioni che fino al 2011 si attesteranno al 20% delle cessazioni dell’anno precedente, dal 2012 la percentuale passerà al 50%: questo imporrà all’università friulana di poter reclutare nei prossimi 5 anni 13 persone a fronte di 57 cessazioni. A tutto ciò si aggiunge «la possibile e frettolosa privatizzazione del sistema universitario nazionale”, attraverso la trasformazione degli atenei in fondazioni di diritto privato. I provvedimenti, inoltre, «vanificano la programmazione e compromettono la realizzazione della riforma didattica».