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Prostitute sempre più giovani, in strada anche incinte

Non le considerano donne, ma prestazioni da consumare in fretta: per 30 o 50 euro, a seconda del tempo e del “servizio”. Le prostitute, quelle che esercitano sulle strade friulane e sono per la gran parte africane, sono le nuove schiave. E gli schiavisti non sono mostri, ma sono maschi di tutte le età e le estrazioni sociali. Sono mariti, padri, cattolici e non. Il quadro desolante dei clienti e delle prostitute che esercitano sulla strada – con ricerca della giovanissima e il diversivo della donna incita – emerge da una ricerca promossa dalle Caritas diocesane di Concordia – Pordenone, Udine e Vittorio Veneto nell’ambito del progetto “Olga e Giuseppe”.
Con il supporto dell’Irsses, sono stati intervistati 51 prostitute, 29 operatori socio sanitari e 27 sacerdoti (tutti distribuiti tra Udine, Pordenone e Conegliano) per cercare di ricostruire non solo il giro d’affari ma il profilo dei clienti e la cultura che ruota intorno alla prostituzione nei tre territori di riferimento.
In Friuli la prostituzione si consuma tra le mura e nei locali. Ma anche i friulani sono in coda anche sulle strade. Le prostitute di strada arrivano prevalentemente dall’Africa – solo 6 su 51 intervistate sono italiane - e con un debito. «Devono lavorare per riscattarsi almeno per quattro – cinque anni. La maman a cui vengono affidate – spiega Aida Moro, referente della Caritas dei progetti che riguardano la tratta delle donne – le manda a lavorare con 10, 15 preservativi ogni giorno e le ragazze sanno che devono tornare dopo averli usati tutti e con i soldi». Le intervistate hanno dichiarato di avere una media di 9,7 clienti giornalieri. I clienti possono arrivare anche a 15 per le minorenni.
«Io che da anni mi occupo della prostituzione su strada – ha raccontato Gianfranco Aroldi della diocesi di Vittorio Veneto – registro un aumento di clienti interessati alle ragazzine. Lungo la statale si possono vedere le file di auto che attendono le più giovani. E’ una cosa che come maschio mi fa male». L’altro allarme sociale è rappresentato dalle prostitute incinta. «Sono in forte aumento», conferma Aida Moro, ricordando che a Udine esistono quattro progetti di accoglienza delle minorenni contro la tratta. Il problema è capire perché ci sia questo aumento. «Non è escluso che vengano messe incinta apposta – dicono Aroldi e Maria Pia Cedolini della diocesi di Udine – perché molti clienti sembrano preferire le donne gravide. Ci sono ragazze che esercitano fino a sette mesi».
Martina Milia