09 aprile 2008 —
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sezione: Attualità
ROMA. La situazione finanziaria di Alitalia, con 170 milioni in cassa al 31 marzo e altri 69 milioni di credito verso l'erario incassati il 2 aprile, permette di rosicchiare ancora un pò di tempo al rischio di una crisi di liquidità. C'è ancora qualche piccolo spazio di manovra, ma «nel brevissimo termine», anche perchè è confermata l'assoluta necessità di una iniezione di risorse come il prestito ponte che era previsto dall'accordo con Air France. Una soluzione, questultima, non percorribile se non si raggiunge una intesa.
L'analisi del consiglio di amministrazione consente di prendere fiato, ma non di guardare molto lontano. Mentre resta la speranza di salvare l'operazione di integrazione in Air France-Klm, il cda ha «preso favorevolmente atto» della decisione del gruppo franco-olandese di lasciare aperto uno spiraglio e del tentativo di mediazione con i sindacati messo in campo da Palazzo Chigi. Intanto oggi il titolo verrà riammesso alle contrattazioni in Borsa sia con una unica fase di asta, tra le 8 e le 17.30, con il divieto di proposte senza limite di prezzo. Era sospeso da giovedì 3 marzo.
«Spero che finisca la dissennata trattativa sui destini di Alitalia con Air France, durata sei mesi senza neppure sospendere il titolo in Borsa. Un atto di incompetenza totale e assoluta», insiste il leader del Pdl Silvio Berlusconi.
Intanto il confronto con i sindacati si sposta a Palazzo Chigi: cancellata la riunione prevista per oggi del tavolo con i vertici di Alitalia (le sigle hanno accolto la notizia scrivendo all'azienda per manifestare «sconcerto e disappunto»), il prossimo incontro sarà con il governo domani alle 10.30. I sindacati sperano ancora di strappare spazi di trattativa per ammorbidire l'aut aut di Air France-Klm e incassano il risultato di avere la presidenza del Consiglio al tavolo: indipendentemente dalla posizione del gruppo franco-olandese, Palazzo Chigi può mettere in campo qualcosa di più - sperano le sigle - sia in termini di ammortizzatori sociali per alleggerire l'impatto dell'operazione sia affidando a società pubbliche eventuali progetti di salvataggio per le attività che Air France non intende acquisire.
Potrebbero arrivare maggiori garanzie da Fintecna, la finanziaria del Tesoro che già controlla le attività di Alitalia deconsolidate sotto Az Servizi. Non è invece il caso di Finmeccanica, che non prevede un ruolo nel futuro degli stabilimenti per la manutenzione Atitech di Napoli come indicavano indiscrezioni di stampa. È «una balla dei giornali», dice il presidente e ad di Finmeccanica Pier Francesco Guarguaglini: «Non abbiamo mai dimostrato alcun interesse in Alitalia. Nessuno ci ha chiesto niente. Se lo avessero fatto lo avremmo esaminato come facciamo sempre».
Al tavolo a Palazzo Chigi ci saranno anche i ministri del Lavoro, Cesare Damiano, e dello Sviluppo economico, Pier Luigi Bersani, e il ministro dei Trasporti Alessandro Bianchi. Il Tesoro, azionista di controllo di Alitalia, sarà rappresentato dal sottosegretario Massimo Tononi perchè il ministro Tommaso Padoa Schioppa sarà in viaggio per le riunioni del Fondo monetario internazionale e del G7 a Washington. Non ci sarà il presidente del Consiglio Romano Prodi, in quelle ore di ritorno dal viaggio in Egitto. La riunione sarà presieduta dal sottosegretario alla presidenza del Consiglio Enrico Letta che in questi giorni sta tenendo le fila della difficile opera di diplomazia avviata dal governo tra Roma, Parigi ed i sindacati La posizione di Air France-Klm resta ferma alle poche chiarissime righe diffuse dopo il cda di ieri a Parigi: l'offerta non cambia, «spetta adesso ad Alitalia, ai suoi dipendenti ed alle organizzazioni sindacali, esprimersi su come vedono il futuro della loro azienda».
Della concretezza del sindacato ieri si è fatto interprete il leader della Cisl Raffaele Bonanni. In una intervista televisiva ha preso atto che «ora cè Air France e discutiamo con Air France». Bonanni è ottimista anche se non si aspetta "grandi stravolgimenti ma aggiustamenti sì».
E il commissario Ue ai trasporti Jacques Barrot ricorda che Alitalia non può ricevere altri aiuti di stato fino al 2011 avendone già beneficiato. Se Bruxelles non seguisse tale principio provvederebbe la corte di giustizia Ue a bloccare decisioni in quel senso.