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Il Tar rigetta il ricorso di alcuni cittadini sull’utilizzo della pista di motocross

ROMANS. Nel mese di dicembre del 2006 il Comune di Romans aveva ricevuto comunicazione del ricorso al Tar presentato da alcuni cittadini di Versa contro l’utilizzo della pista di motocross di Versa, predisposto dalla stessa amministrazione comunale.
Proprio in questi giorni è stata resa nota la sentenza con cui il Tar del Friuli Venezia Giulia si è espresso. La sentenza è stata favorevole al Comune, visto che sono stati rigettati tutti i punti in cui si articolava il ricorso. Il ricorso riguardava, in particolare, la compatibilità della pista con il vincolo idrogeologico dell’area. Per i ricorrenti l’impianto si trova a contatto di un zona di interesse ambientale e sarebbe stato necessario un piano di risanamento acustico o lo spostamento dell’impianto. In particolare – si legge in un comunicato emesso dall’amministrazione comunale dopo aver saputo della decisione assunta dal Tar – i giudici si sono pronunciati per la compatibilità della pista con il vincolo idrogeologico che interessa l’area, essendo l’attività motoristica svolta su un circuito ben delimitato e controllato, che esclude percorsi su sentieri o “fuori strada”. Su tale punto, il giudizio del Tribunale amministrativo si è basato sulle valutazioni dell’Ispettorato regionale delle foreste, autorità competente sul vincolo idrogeologico, cui l’amministrazione comunale aveva precedentemente richiesto di esprimersi.
Corretta anche la collocazione della pista rispetto a quanto stabilito dal Piano regolatore, trattandosi a tutti gli effetti di un impianto sportivo posto in un’area destinata a ospitare tali strutture. Anche gli orari previsti per l’utilizzo della pista sono stati giudicati compatibili con la normativa in materia.
La questione relativa alla pista di motocross si trascina da lungo tempo e vede coinvolta, oltre all’amministrazione comunale, il Motoclub di Romans, il Circolo sportivo ricreativo e la popolazione di Versa. Il regolamento era stato presentato alla popolazione della frazione nel corso di un incontro pubblico, in cui si era discusso, in particolare, sugli orari di utilizzo della pista.
Il regolamento era stato poi approvato all’unanimità dal consiglio comunale. Alcuni cittadini di Versa avevano poi presentato il ricorso al Tar. «Il Regolamento impugnato – prosegue la nota dell’amministrazione comunale – era stato approvato dal consiglio nella seduta del 19 ottobre 2006, preceduta di una decina di giorni da un incontro pubblico a Versa, dove era stato presentato il testo preliminare. Per la predisposizione del Regolamento, la giunta aveva precedentemente svolto un lungo lavoro di mediazione ed ascolto della popolazione e delle associazioni interessate, in particolare per quanto riguarda gli orari di esercizio della pista, durante il quale la pista era anche stata chiusa per 6 mesi».
«Ci si era, inoltre, avvalsi – prosegue la nota – del supporto dell’Arpa per una accurata valutazione del rumore prodotto dall’impianto, variando il numero di atleti contemporaneamente in pista e posizionando i fonometri in diversi punti. Parallelamente, si era reso necessario un attento studio della normativa in materia di inquinamento acustico e di quella specifica relativa alle piste per attività motoristiche. L’unanimità del voto espresso in consiglio comunale aveva premiato la cura e la trasparenza del lavoro di preparazione, sul piano tecnico, sociale e normativo, portando a un Regolamento che oggi ha superato anche l’attento vaglio del Tar».

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