Morto l'artista bujese Celestino Giampaoli l'incisore dei Pontefici

/I/BBIBUJA. /I/BUn'altra grave perdita per il Friuli dell'Arte. Venerdì sera si è infatti spento a Roma, all'età di 95 anni, il noto medaglista di origine bujese Celestino Giampaoli. In 70 anni di carriera ha dimostrato d'essere un artista eclettico: medaglista eccellente, com'è nel Dna della sua famiglia, ma anche abile disegnatore, scultore e incisore. I suoi funerali saranno celebrati domani mattina a Roma, città d'elezione dei Giampaoli che nella medioevale Torre dei Capocci hanno stabilito il loro quartier generale, dopodiché la salma sarà trasportata a Buja per essere infine inumata nella tomba di famiglia, dove già riposa il fratello Pietro.BR Celestino che, fu prigioniero prima in Libia e poi in India, lascia un'opera – come detto – molto varia, a partire da una serie di magnifici acqueforti e disegni a penna, ambientati nel paese asiatico ed eseguiti proprio durante la prigionia. E ancora una serie di ritratti, disegni, di macchinari brevettati, oltre ovviamente a una gran numero di medaglie tra le quali è d'obbligo ricordare quelle dei Papi Giovanni XXIII, Paolo VI, Giovanni Paolo I e Giovanni Paolo II. Il 95enne artista friulano fu anche un apprezzato scultore: sua la firma di un busto espressivo qual è quello di Papa Giovanni Paolo II, realizzato su commissione di un cardinale americano, che è possibile ammirare a Udine in una copia esposta nell'atrio di ingresso del Museo diocesano d'arte sacra al palazzo del Patriarca Delfino e lì fatta collocare dall'arcivescovo Battisti su proposta del Fogolâr furlan di Roma e dell'allora direttore monsignor Giancarlo Menis. BRCome i fratelli Pietro e Vittorio, a loro volta medaglisti, anche Celestino venne alla luce a Buja, il 5 aprile 1912, assieme alla sorella gemella Elda. L'abitudine al lavoro, al sacrificio e alla perfezione dell'attività artigianale, appresi direttamente in famiglia con meticolosa precisione (il padre era un falegname) saranno per lui un'esperienza preziosa. A soli 17 anni, e ancora senza una formazione precisa, nel 1929 raggiungerà a Roma il fratello Pietro, ormai già affermato incisore. Il suo compito iniziale sarà di semplice supporto, ma curiosità e certezza di aver ormai individuato in se stesso una vocazione artistica non gli permetteranno di fermarsi a lungo nella bottega, seppur prestigiosa, di casa Giampaoli. Frequenterà quindi lo studio del professor Alberto Girardi, maestro del ferro battuto, e successivamente il Regio museo artistico industriale e le scuole di nudo alle Accademie di Francia e San Luca fino ad ottenere il suo primo riconoscimento, nel 1930, quando il Comune di Udine gli assegnerà la borsa di studio Marangoni per le sue qualità di scultore. Il 1936 sarà l'anno del trasferimento dell'intera famiglia in quella che diverrà per lungo tempo bottega e residenza, luogo degli affetti e del lavoro, la celebre Torre dei Capocci, edificio medioevale di ben sei piani in piazza San Martino ai Monti a Roma. La torre – come si racconta nel volume /I/BBCelestino Giampaoli/I/B, realizzato dal Comune di Buja nel '97 e curato da Mirella Comino –, quando le diverse vicende porteranno ciascun Giampaoli a percorrere proprie scelte e proprie strade, resterà per Celestino la /I/BBcasa della vita/I/B, il luogo scomodo (ogni piano ospita una sola stanza), ma pieno di fascino che vedrà formarsi e crescere la sua nuova famiglia accanto alla moglie Rina Vinadia (e ai figli Lucia, Marco e Luca), e affermarsi la sua personalità artistica tanto da diventarne il simbolo.BRDai premi /I/BBGiovanni da Udine/I/B nell'86-87 e /I/BBNadâl furlan/I/B nel '91, l'opera di Celestino Giampaoli è stata ampiamente riconosciuta dentro e fuori i confini nazionali. Non solo con premi. Sue opere si trovano infatti esposte e conservate, oltre che a Udine e a Buja, anche nei Musei Vaticano, della Zecca Italiana e Archeologico a Milano, nella Pinacoteca dantesca di Ravenna, oltre che in molti altri musei esteri e tra questi diversi negli Usa. Pensare che, a proposito di musei, solo pochi giorni fa il Comune di Buja ha tagliato il nastro di una mostra dedicata proprio al fratello di Celestino, Pietro, che la scorsa settimana è stata visitata anche dal Presidente della Regione, Riccardo Illy. A maggior ragione, quindi, la notizia della morte di Celestino ha unito ieri nel cordoglio l'intera comunità bujese che ora attende il rientro della salma per stringersi attorno alla famiglia Giampaoli. BRMaura Delle Case BR