Chiude Basevi, addio a una tradizione lunga 128 anni

/I/BIdi FEDERICA BARELLABRBR/I/BDopo 128 anni di storia chiude in città l'ultima insegna 'Basevi". Da giovedì infatti partirà una liquidazione totale, per cessata attività, della merce dei due punti vendita di via Gemona. La chiusura riguarda infatti entrambi i negozi storici: la pellicceria e l'abbigliamento. BR La titolare Maria Pia Basevi, ultima rappresentante attiva nel mondo del commercio di una dinastia che a Udine ha sempre significato negozi e abbigliamento, ha deciso infatti di abbassare definitivamente le serrande e ritirarsi. Mio marito Franco è morto nel 2000 - spiega la signora Maria Pia Basevi - e l'unico mio figlio, Massimiliano, ha scelto la professione legale da anni. Considerato quindi che io ho deciso di ritirarmi, a questo punto non c'era altra soluzione che la chiusura dei negozi.BRL'insegna e il marchio 'Basevi" sono presenti in città dal 1879. Il nonno di Franco Basevi, Abramo Basevi, aprì infatti il primo negozio con questa insegna ben 128 anni fa. Attività che poi continuò con i figli di Abramo, Arturo e Armando (padre di Franco), il primo dei quali si occupò più direttamente della gestione dei magazzini Basevi di via Mercatovecchio (chiusi già da tempo) mentre il secondo si occupava l'azienda che confezionava direttamente i vestiti marchiati 'Basevi".BRProprio sulla scia di questa secolare tradizione, nel 1976 Franco, con la moglie Maria Pia Basevi aprì in via Gemona il primo negozio specializzato in pellicceria. All'inizio si trattava di un centro di produzione artigianale di alta qualità, che negli anni poi si è allargato aprendo anche all'abbigliamento per signora e raccogliendo via via i prodotti di pellicceria delle marche più importanti del made in Italy.BRLa crisi del centro di Udine e l'andamento non felice del commercio in città hanno influito solo parzialmente sulla decisione di chiudere i due negozi Basevi di via Gemona. Il commercio in città è cambiato radicalmente - osserva Maria Pia Basevi -. Sono nati molti centri commerciali e per le altre realtà sono aumentate le difficoltà di stare al passo con orari e aperture tipiche di questo modo di fare commercio. La città ha perso attrattività e ciò è palpabile considerato che molti potenziali acquirenti provenienti da fuori città e provincia si fermano ai punti vendita posti sulla cerchia esterna.BR