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Il derby tra Roma e Lazio può fare scappare l’Inter

di FRANCO ZUCCALÀ Con il derby del cupolone subito in menu e Juve-Inter alle viste, un passaggio esaltante. In realtà è un momentaccio per il calcio. Si litiga per i soldi dei diritti-tv, si polemizza per gli errori di Bergonzi a Napoli e s’invoca la moviola (chiedere alla Fifa, non alla nostra “povera” Lega), si contesta Galliani invitandolo a spendere i soldi (di Berlusconi), si fa notare come le nostre squadre paghino le fatiche di Coppa. Infatti i 16 gol dell’ultimo week-end sono un record negativo su cui riflettere. Sono stati segnati 220 gol in nove giornate, media 2,44 a partita (l’anno scorso 2,50): è l’indice più basso negli ultimi dieci anni. Dei 16 gol, otto sono arrivati su palle inattive, 3 su rigore e 5 susseguenti a calcio d’angolo. Insomma, su azione si segna ben poco. Perchè?
Il derby Roma-Lazio è importante per la classifica (i giallorossi guardano in alto, la Lazio in basso), ma è anche un test per l’ordine pubblico: speriamo che tutti tornino a casa sani e salvi. Sul piano tecnico, la squadra di Spalletti dovrebbe fare, se non un boccone, un bocconcino di quella di Rossi. Epperò l’anno scorso all’andata la Lazio fece tre pere ai cugini. Ora ci sono i problemi di Totti, di Ledesma, delle formazioni e degli umori generali. Una curiosità: Panucci (se giocherà) si confermerà il “re dei derby”. Pensate, ne ha disputati con tante maglie: 33 in tutta Europa. A partire da Genova (in rossoblu), a Milano (con Milan e Inter), a Madrid (Real), a Londra (Chelsea) e infine a Roma, in giallorosso.
A Firenze, di scena il Napoli, pimpante dopo il pari di Roma e la vittoria sulla Juve. Zalayeta, riabilitato dalla giusitizia sportiva, è out per infortunio: dovrebbe giocare Sosa. La Fiorentina, che resta una delle poche squadre imbattute in Europa, non ha fatto sfracelli sul campo del Genoa e forse ripresenterà Osvaldo. Ecco, il Genoa segna poco, ma prende anche pochi gol (8-8); giocherà a San Siro contro un’Inter che dopo il pareggio di Palermo penserà allo scontro di vertice di Torino con la Juve. La capolista forse terrà in panchina Ibra e Samuel (diffidati) per evitare la loro squalifica. Epperò il tecnico nerazzurro ha diversi problemi: per i portieri (Toldo ko, J.Cesar non al meglio, pronto Orlandoni), per il centrocampo (Vieira, Stankovic e Jimenez out) e dovrà scegliere due fra Adriano, Crespo e Cruz in attacco. Tanti pensieri per Mancini, come per Ranieri: contro l’Empoli squalificati Nedved, Nocerino, Chiellini, Legrottaglie, naso rotto per Grygera, ko Andrade, Boumsong. Insomma: difesa e centrocampo da inventare. Davanti potrebbe riposare Del Piero, in vista dell’Inter, ma ci sarà Iaquinta, con Trezeguet. La gara con la squadra di Cagni è stata affidata all'arbitro Celi (8 partite in serie A, 4 quest’anno con 3 espulsi): come verrà accolto dal pubblico un suo eventuale errore?
L’Udinese potrebbe agganciare il carro delle grandi, contro un Torino in ripresa ma che dovrà rinunciare a Natali, Zanetti e Recoba.
Ci sono poi parecchie partite calde. In coda Reggina-Livorno (attacchi scadenti, difese deboli, necessità di vincere). Soffre pure Mandorlini, col suo Siena: il Catania invece è in serie positiva (5 gare, 11 punti e seconda difesa del campionato). Il tecnico dei toscani (in pericolo?) sembra intenzionato a partire con Locatelli subito, Baldini ha problemi in difesa. Non è un momento fortunato per il Cagliari che va a Bergamo (cambiamenti in vista per Del Neri) e per il Parma a Palermo. La squadra di Di Carlo ha pagato con la squalifica a Couto (tre giornate) il turbolento (ma positivo) finale della partita col Livorno. I rosanero sperano in un decisivo salto in avanti in classifica.
Ma come sottovalutare la trasferta del Milan a Genova? La Sampdoria va a corrente alternata, Cassano è fuori, Montella ha dei problemi. Anche Ancelotti, dopo due sconfitte interne, non è tranquillo: Oddo è ko, forse Bonera verrà dirottato a sinistra e Gourcuff al posto di Ambrosini. A -11 punti (dall’Inter) fa freddo.