Io, partigiano a Lissa con i commandos inglesi

Rispondo per cortesia alla professoressa di Storia della Croazia, Marija Sertic, da Crikvenica (la cui lettera è stata pubblicata il 30 luglio), malgrado la sua incomprensibile incredulità su quanto da me asserito in un'intervista rilasciata il 25 aprile 2007, anniversario della liberazione d'Italia, al quotidiano Messaggero Veneto di Udine. Fra l'altro la professoressa scrive: Ho contattato miei conoscenti italiani per saperne di più, ma le risposte sono state sconcertanti sulla veridicità di tali fatti... chiedo che il presidente Vincenti ci fornisca i nomi dei vari reparti dove ha militato.... Il tono autoritario non mi piace affatto, in particolare quello usato, come lei scrive, dai suoi 'conoscenti italiani". Perciò molto brevemente le do alcune informazioni: sono riconosciuto dal ministero della Difesa - Fronte clandestino della Marina italiana quale 'Partigiano italiano combattente all'estero" in quanto dal 1944 ho fatto parte della Mornarica del Novj di stanza nell'isola di Lissa (Vis). Sono stato destinato sulla barca armata 'P.C.56 Partizan III" comandata da Dinko Drinkovic da Jelsa (Hvar) e in seguito sul 'P.C.43 Napred" comandato da Milan Kovacic da Ugljan. In qualità di mitragliere e di motorista ho partecipato alle operazioni per la liberazione delle isole della Dalmazia centrale e poi della costa da Spalato fino alle isole di Silba, Olib, Pag e nel Velebitski Kanal. In tali operazioni sono state trasportate missioni britanniche con stazioni radio, per incursioni diversive, per sbarchi a sorpresa in collaborazione con i commandos alleati e per portare al salvamento soldati italiani che, ancora nel 1944, con l'aiuto dei partigiani dalmati fuggivano dalla prigionia tedesca e venivano guidati fino al mare sotto il massiccio del Biokovo e di qui, nella notte, imbarcati sul 'P.C.56 Partizan III" e portati in libertà a Lissa. Delle forze alleate a presidio di Lissa nel 1944 era presente e operante il 2º commandos dello Special Service, composto da 404 combattenti e comandato da Tom Churchill, omonimo del primo ministro inglese; era pure presente il Gruppo operativo americano con 132 soldati, inoltre erano di base a Komisa (Vis) motosiluranti e nell'aeroporto costruito dai partigiani sulle alture di Vis erano presenti una squadriglia di cacciabombardieri degli alleati e alcuni caccia dei partigiani. Completavano la difesa di Lissa le batterie di medio calibro antiaeree, per un totale di circa 2.000 uomini. Allego alla presente una fotografia di un reparto di commandos britannici che si avvia alla sua postazione in Lissa. Le forze partigiane nell'isola di Vis, che era anche chiamata la Malta dell'Adriatico, constavano della forte 26ª Divisione dalmata, nel cui organico era incluso anche il 5ª Battaglione italiano 'Gramsci", delle forze della Mornaricka Pješadija, delle flottiglie di barche armate, mentre nel marzo 1944 giunse dalla Puglia liberata la 3ª Prekomorska Brigada composta da partigiani sloveni, istriani (croati e italiani) e montenegrini. Non mi è possibile dilungarmi su questa grande epopea della Resistenza europea, che meriterebbe maggior interesse e conoscenza. Concludo ringraziando l'ospitalità che il Messaggero Veneto gentilmente mi ha concesso. Se la professoressa di storia croata avesse segnalato il suo indirizzo le avrei inviato in omaggio una mia ricerca, dedicata ai giovani italiani, su queste vicende dal titolo 'Appunti storici sui volontari e sui militari che fuori d'Italia combatterono per la libertà". Comunque mi permetto gentilmente di consigliarle di consultare l'opera del dottor Kažimir Pribilovic 'Cetvrti Pomorski Oblaski Sektor Mornarice Novj 1943-1945", pagg. 547, Split, Vojna Stamparia. A pagina 468 mi troverà citato in questo modo: Vincenti Claudia Federico, Videm, Udine, Italia.BRFederico VincentiBRpresidente dell'Anpi di Udine