GEMONA. Un avanzo di amministrazione a dir poco esiguo, pari a soli 2 mila e 500 euro.
Si chiude così, con un saldo che si può dire positivo per un soffio, lanno di gestione 2006 per lAzienda servizi sanitari n° 3 Alto Friuli.
Non mancano però le preoccupazioni per il futuro manifestate, a pochi giorni dallapprovazione del bilancio dellazienda sanitaria, dal sindaco di Gemona, Gabriele Marini il quale ricordando la necessità di potenziare servizi e in alcuni casi di istituirne ex novo, guarda con non poca preoccupazione allesiguità delle risorse che potrebbe tradursi in unimpossibilità di intervento.
Il bilancio dellazienda sanitaria, che come detto é stato approvato recentemente dalla Rappresentanza dei sindaci, presieduta dal primo cittadino di Tolmezzo, Sergio Cuzzi, ha infatti messo in rilievo un avanzo di tuttaltra entità rispetto al passato recente, vale a dire degli anni scorsi, quando si erano registrati saldi positivi nellordine di 850/900 mila euro.
A causare la drastica riduzione dellavanzo, come spiegato dallo stesso sindaco di Gemona, sarebbero state le maggiori uscite, legate ai lievitati costi del personale.
«Questo significa che le limitate risorse della nostra azienda sanitaria ci impediranno di acquistare nuove attrezzature - ha aggiunto Marini-, di sviluppare servizi necessari e di realizzare interventi strutturali sugli edifici».
Nel frattempo, il territorio dellAlto Friuli si conferma al primo posto in regione e tra i primi in Italia nella classifica della mortalità evitabile.
«Ecco quindi che servirebbero maggiori investimenti nella prevenzione, oltre che nel mantenimento dellattuale rete dei servizi. Vorremmo inoltre potenziare alcuni reparti in difficoltà motivo per il quale - continua il primo cittadino di Gemona - abbiamo chiesto più fondi allamministrazione regionale. I problemi principali riguardano loncologia e lassistenza infermieristica agli anziani. Cè inoltre bisogno di più personale nel reparto di medicina del nosocomio di Gemona, così come di altri spazi per losservazione, nelle pressi dellArea di emergenza».
Altro fronte a preoccupare non poco il sindaco della cittadina pedemontana é quello che riguarda limmediato futuro. «Abbiamo infatti saputo che, causa delle ferie, potrebbero venire a mancare 39 posti letto di uno dei reparti di medicina a Udine. Dovesse accadere è evidente che in questo caso è mancata la programmazione, basta che poi, per tamponare le falle, non venga chiesto agli ospedali minori qual è il nostro di sacrificarsi cedendo il proprio personale alle strutture maggiori», dichiara ancora il primo cittadino che chiude il quadro poco rassicurante ricordando unaltra osservazione indirizzata dai sindaci a Trieste. «Riguarda la mancanza di fondi per i servizi sociali dei due distretti dellAlto Friuli - conclude Marini -. In entrambi i casi si parla di oltre 400 mila euro, che andrebbero coperti o aumentando i finanziamenti allAss n° 3, oppure offrendo alla nostra Azienda sanitaria lopportunità di usufruire liberamente del cosiddetto Fondo delle autonomie possibili».
Maura Delle Case