di LUANA DE FRANCISCO
Pergamene e sigilli depoca medievale, storie e possedimenti delle famiglie friulane, registri di stato civile e atti di leva militare: sono solo alcuni dei documenti che, dora in avanti, sarà possibile visionare anche in rete, direttamente da casa propria, attraverso il nuovo sistema di consultazione on-line messo a punto dallArchivio di Stato di Udine. Una sorta di enorme sala studio virtuale in grado di pescare nel patrimonio archivistico di tutta Italia, per un totale di 1.500 chilometri di documenti e 13 secoli di storia. Il progetto si chiama Sistema informativo degli Archivi di Stato ed è stato varato dal ministero per i Beni e le attività culturali, per agevolare il lavoro di ricerca e consultazione delle fonti conservate in tutte le istituzioni pubbliche e private dItalia. Purchè, sintende, collegate con uno degli Archivi di Stato che abbiano aderito alliniziativa. Proprio come ha fatto Udine, che presenterà il nuovo strumento tecno-culturale domani, dalle 9.15, nella sala convegni della Fondazione Crup, in occasione del convegno Larte del... Trova. Comunicazione e valorizzazione degli archivi storici nei sistemi informativi organizzato nellambito della 9ª Settimana della cultura.
«Con la pubblicazione del patrimonio archivistico in nostro possesso commenta la direttrice, Roberta Corbellini , entriamo in una sorta di vetrina nazionale, mettendo i nostri utenti nelle condizioni di visionare tutto quello che è stato conservato e catalogato nelle banche dati sparse nella penisola. Il vantaggio? Snellire e velocizzare la ricerca, evitando di maneggiare documentazione cartacea spesso delicata e usurata». Non tutto il materiale inventariato, comunque, sarà già accessibile alla consultazione diretta. «Lobiettivo continua la dottoressa Corbellini è di arrivare alla riproduzione di quanti più documenti possibile e alla digitalizzazione della cartografia più interessante. Ma siamo solo allinizio». Per quel che riguarda Udine, il sito (www.archivi-sias.it) consente già di accedere alla ricognizione delle schede relative alla Prefettura e allo Stato civile del tribunale.
Il che significa, ad esempio, avere libertà di navigare tra gli atti prefettizi che, nella sezione dedicata allOrdine pubblico, servono a inquadrare la censura esercitata sulla stampa negli anni del Fascismo. Oppure, scorrendo lelenco dei cognomi archiviati, scoprire che la famiglia feudale siciliana Denti di Piraino ha riversato le proprie memorie nellarchivio udinese. A livello pratico, il Sias consente dunque a tutti, ricercatori in testa, di conoscere lesatta collocazione dei documenti e, al tempo stesso, di accedere a una scheda sulla storia degli enti e delle istituzioni (Comuni, ma anche distretti militari, confraternite religiose, Geni civili e quantaltro) e di tutti i gruppi familiari presenti nel data-base del cervellone nazionale.