Fenomeno "Boris": regista è l'udinese Vendruscolo

di GIAN PAOLO POLESINI Rivoluzione satellitare e la fiction Italia è messa al muro. La si guarderà da un punto di vista mai contemplato: il retrobottega, luogo oscuro dove tutto si crea e molto si distrugge. È già un fenomeno prima ancora di farsi vedere (da lunedì 16, alle 23, su Fox Channel, canale 110 di Sky, per 14 puntate), questo invitante prodotto chiamato /I/BBBoris. Inizialmente - svela lo sceneggiatore udinese Luca Vendruscolo, in questo caso anche regista - il titolo era 'Sampras", in omaggio al pesce rosso che ci fa compagnia sul set; poi abbiamo scelto /I/BBBoris e anche il pesciolino si è dovuto rassegnare a cambiar nome.BRLuca, quarant'anni, sceneggiatore di cinema - /I/BBsuo 'Per tutto il tempo che ci resta", di Vincenzo Terracciano e soprattutto /I/BBPiovono mucche, film col quale ha vinto il mitico Premio Salinas - e di tv (/I/BBLa squadra di Raitre), ha detto arrivederci a Udine poco più che ventenne per il Centro sperimentale di cinematografia, dopo una proficua collaborazione con il teatro all'Aria di Claudio de Maglio. /I/BBBoris nasce da Wilder per Fox Italia da un'idea di Luca Manzi e di Carlo Mazzotta. Mi hanno chiamato - racconta Vendruscolo - per dare una rinfrescata al progetto e così io, Mattia Torre e Giacomo Ciarrapico ci siamo messi di buzzo buono per ridare nuova vita a questo 'curioso" oggetto cartaceo destinato alla televisione.BR– Una fiction nella fiction? Vogliamo spiegare meglio?BR/I/BMa certo. Osserveremo una troupe tv girare per il secondo anno consecutivo un discutibile sceneggiato, /I/BB/I/BBGli occhi del cuore. Ovviamente un pretesto per svelare in chiave satirica e libera, e questo lo sottolineo, un mondo sommerso, a volte corrotto, drogato, spinto e grottesco come quello della fiction.BR– In /I/BBBoris/I/B gira cocaina e c'è qualche rapporto orale?BR/I/BChi vuole intendere, intenda. Non c'è nulla di esplicito, per carità. Vogliamo divertirci tutti e dare spazio a un certo tipo di meditazione.BR– In perfetta sinergia con la cronaca di Vallettopoli...BR/I/BIl caso ha voluto questo, non era nostra intenzione gareggiare con i giornali. Il copione è una ricca collezioni di aneddoti veri, di bisbigli e di confessioni raccolti in anni di lavoro. Con un arricchimento comico e satirico.BR– C'è lo zampino di /I/BBNoise off/I/B, Rumori fuori scena, la celebre comedy sul dietro le quinte di uno spettacolo teatrale?BR/I/BNo, il senso è quello, ma come dicevo il fulcro è ben distante da una pochade, qual è /I/B/I/BBNoise off.BR– Un cast interessante, a quanto pareBR/I/BMolto interessante. Pietro Sermonti, il dr. Zanin di /I/BBUn medico in famiglia/I/B, Caterina Guzzanti, Alessandro Tiberi, la voce di Leonardo DiCaprio, Francesco Pannofino, un altro famoso che doppia Clooney e Banderas, Carolina Crescentini e Paolo Calabresi. Con l'aggiunta di alcune /I/BBguest-star/I/B, del calibro di Tirabassi, Luisa Ranieri, Cecilia Dassi e Valerio Mastandrea.BR– Ma dove siamo, a Mediaset o in Rai?BR/I/BNessuno lo dice dove siamo veramente. Un po' in Rai e un po' in Mediaset, in una sorta di limbo a metà tra i due.BR– La bufera sullo show business cambierà l'Italia della tv?BR/I/BSe qualcosa dovrà mutare in qualche modo, questa sarà la coscienza di chi fa la tv. Non basta il giudizio del pubblico, bisogna avere il coraggio di farsi una domanda: questa cosa mi corrisponde o no? Trovare la grinta, al di là del dio denaro, e rispondersi no, è una boiata e non la farò mai.BR– La televisione generalista è in coma farmacologico?BRSiamo nei paraggi, certo. La gente ne ha piene le tasche dei reality e degli affini e dei varietà mascherati da varietà.BR– La speranza satellite?BRÈ così. Scelta e qualità, quando voglio e come voglio.