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Code e disagi sulla statale 251

ANDREIS. E’ stata un’autentica Pasquetta di passione quella vissuta l’altro giorno da migliaia di automobilisti rimasti imbottigliati nel traffico pomeridiano della Valcellina, lungo la statale 251. Dalle 17 in poi si sono registrati almeno sei chilometri di coda tra Barcis e Montereale Valcellina, complice in questo senso il rientro dalla Pasquetta fuori porta. Gran parte del serpentone di moto e macchine è rimasto fermo per interminabili minuti all’interno della galleria del monte Fara, tra Andreis e Montereale Valcellina. Anche un’ambulanza del 118, che in quel momento stava rientrando da un servizio di soccorso urgente a Cimolais, si è trovata in oggettiva difficoltà e ha dovuto azionare sirene e lampeggianti prima di effettuare alcuni sorpassi ad alta velocità. Soltanto dopo le 19 la situazione è tornata alla normalità. Per evitare sindromi da claustrofobia (come già avvenuto in passato), l’Anas ha azionato al massimo della potenza i ventilatori interni al tunnel del Fara. Alla fine non si è registrato alcun episodio degno di nota.
Il caso vuole che proprio in questi giorni anche i vigili del fuoco di Pordenone si siano interessati alla situazione del traforo del Fara, da anni al centro delle polemiche per la sua pericolosità. Infatti domani a mezzogiorno, nella sede del comando provinciale dei pompieri, l’ingegner Agatino Carrolo terrà una conferenza stampa sulle nuove procedure d’intervento in caso d’incidente stradale all’interno della galleria. Il comandante provinciale dei vigili del fuoco si occuperà in particolar modo delle linee-guida che i suoi uomini sono chiamati a rispettare in caso di collisioni tra veicoli.
Della vicenda del tunnel del monte Fara si è di recente occupato anche il ministro delle infrastrutture, Antonio Di Pietro. L’ex pm di Milano ha risposto a un’interrogazione del deputato pordenonese di Alleanza nazionale, Manlio Contento, che gli chiedeva lumi sullo stato di sicurezza della galleria. Di Pietro ha garantito il massimo impegno per ridurre i rischi all’interno del tunnel, caratterizzato dall’assenza di vie di fuga e dall’impossibilità di allertare i soccorsi dall’interno. Nel giro di un anno sono anche state sfiorate due tragedie: un ventilatore di aerazione e un semaforo sono piombati all’improvviso sulla sottostante carreggiata. La magistratura ha aperto anche un’inchiesta sull’accaduto.
Fabiano Filippin