16 marzo 2007 —
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Pordenone
AVIANO. Cassa integrazione straordinaria e contestuale apertura della procedura di mobilità. Queste le richieste dei 51 lavoratori della Ita, lindustria tessile avianese, dichiarata fallita una settimana fa dal tribunale di Pordenone su domanda della stessa proprietà. Ieri cè stata unassemblea promossa da Laura Calandro, della Cgil, con il curatore fallimentare nominato dal giudice, Paolo Fabris, alla presenza dei lavoratori e della proprietà dellazienda. Questultima ha dato la propria disponibilità per qualsiasi cosa serva ai lavoratori.
«Abbiamo richiesto la cassa integrazione straordinaria per 12 mesi afferma Calandro e non limmediata messa in mobilità dei lavoratori, che slitterebbe di un anno». Nella sostanza, viene chiesta la cassa integrazione straordinaria, ma contestualmente anche aperta una procedura di mobilità che può essere utilizzata da coloro che, prima di un anno, dovessero trovare un altro lavoro.
Il curatore fallimentare, incaricato martedì dal tribunale, si è riservato di dare una risposta dopo avere analizzato approfonditamente la situazione dellazienda. Nelle prossime settimane, quindi, lavoratori e curatore fallimentare torneranno a incontrarsi per fare ulteriore chiarezza sui passi successivi da compiere.
Per qualche dipendente dellazienda, la concessione della cassa integrazione straordinaria consentirà di maturare i tempi della pensione.
Ancora da risolvere la questione relativa agli stipendi e alla cassa integrazione ordinaria non ancora percepita dai lavoratori che, da dicembre, non hanno più ricevuto soldi. Per questo motivo Calandro chiederà al più presto un incontro con il commissario straordinario del Comune di Aviano, Antonio Castelli, che si era reso disponibile a valutare la possibilità che fosse lo stesso ente locale ad anticipare la cassa integrazione. Questo purché ci fossero le condizioni per la cassa straordinaria.
Donatella Schettini